Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE ;"SCUOLA SOCIALE ITALIANA"
anno <1955>   pagina <337>
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LA SCUOLA SOCIALE ITALIANA
Nello studio delle correnti politiche, economiche e sociali del Risorgi* mento, cui si riferisce il tema principale (Democrazia e liberalismo nel Risorgimento italiano) di questo XXXI Congresso del nostro Istituto, un posto a sé, per importanza e per originalità, merita quella corrente definita dai suoi seguaci Scuola sociale italiana, ed a ben pochi nota con questo nome, che pure le si addice meglio di ogni altro.
L'esponente maggiore di essa è Giuseppe Mazzini; ma è proprio dopo la morte di Mazzini che la Scuola prosegue con maggior vigore la sua attività, non solo nel campo teorico ed ideologico, ma soprattutto in quello pratico ed organizzativo.
Quantunque si sia soliti presentarlo come il massimo interprete della democrazia in Italia, non è possibile qualificare Mazzini democratico, se non aggiungendo ulteriori specificazioni, atte a chiarire di qual tipo di demo­crazia si tratti quando si allude alla dottrina mazziniana.
Ben se ne avvide Aldolfo Omodeo, quando scrisse che la concezione di Mazzini è piuttosto demofilia che democrazia. 9
Del resto neppure la stessa parola democrazia era gradita a Mazzini quantunque finisse con l'usarla spesso , perchè egli vi scorgeva un con­cetto puramente negativo, non costruttivo; governo sociale era l'espres­sione da lui preferita, 2) e repubblica sociale quella usata correntemente 'dai suoi segnaci e continuatori della Scuola sociale italiana. s)
Sociale è l'aggettivo usato da Mazzini e dalla sua scuola; ed a ragione, perchè il lavoro ed i lavoratori sono al centro della concezione politica maz­ziniana. *)
1) La concezione democratica che egli (Mazzini) svolge dall'ideale repubblicano ha poi una sua propria caratteristica. E nettamente antitetica alla dottrina dei diritti delle ideologie rivoluzionarie di Francia. Non è un esercizio arbitrario e dispotico di sovranità da parte del popolo; ò piuttosto mèta d'un'clevazione etica del popolo; si svolge e ha per termine la stessa educazione popolare; è piuttosto demofilia che democrazia;) (ADOLFO OMODEO, L'età del Risor-gimento italiano, 5" ed. riveduta, con profilo biografico di Benedetto Croce, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 1946, p. 312).
2) La parola democrazia, benché dotata di precisione storica, esprime energicamente il segreto della vita di un mondo, del mondo antico; è, come tutte le locuzioni dell'antichità, in­feriore all'intelletto dell'Europa futura, che noi, repubblicani, dobbiamo iniziare. L'espressione Governo sociale sarebbe da preferirai, come indicatrice del pensiero d'associazione che è la vita dell'epoca. La parola democrazia fu ispirata da un pensiero di ribellione, santa, ma pur ribel­lione. Ora, ogni pensiero siffatto è evidentemente interiore e imperfetto alla idea di Unità che sarà dogma al futuro.
3) Secondò Leopoldo Viglione, Mazzini chiamava la forma di governo da luì vagheg­giata eoi nome di Repubblica Sociale (La Terza Italia, a. XI, n. 173, Roma, 10 gennaio 1910). Repubblica sociale viene spesso definita anche la Repubblica Romana del 1849 (cfr. ad es. il numero unico La Repubblica Romana del 1849 pubblicato dal Comitato nazionale per le onoranze a G. Mazzini, Roma, 9 febbraio 1949). Uno dei nostri migliori studiosi di storia eco­nomica ha anzi definito rivoluzione sociale niella della Repubblica del 1849 (DOMENICO DEMARCO, Una rivoluzione sociale. La Repubblica Romana del 1849, Napoli, Fiorentino, 1944).
4) Per un tentativo di codificazione del pensiero mazziniano, vedi il recente volume di AnMACfDO LODOLINI, Mazzini maestro italiano, Milano, DalTOgUo, 1950.