Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE ;"SCUOLA SOCIALE ITALIANA"
anno
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1955
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pagina
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340
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Elio Lodoli.ni
tura alla tradizione delle corporazioni nicdioevali, ' ' mentre considerava propri precursori, ia un passato meno remoto, Vico, Filangieri, Roraagnosi, Gioia. *} Tuttavia, e Mazzini che getta le basi della dottrina socialenazionale della Scuola e ne ottiene la decisa affermazione nel campo operaio, quando, nel IX Congresso delle Società operaie (Firenze, 1861) i mazziniani superando la tenace resistenza dei moderati riescono a far trionfare la tesi della politicità del movimento dei lavoratori italiani come tali, cioè della importanza politica degli operai italiani non solo come cittadini, ma anche nella
loro qualità di lavoratori.
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Per oltre quarant'amii l'organizzazione mazziniana fu rappresentata dalle società operaie, e per 30 almeno dal Patto di Fratellanza: 3) istituzione sui generis che fu ad un tempo organismo sindacale e partito politico. *) Nel 1893 il Patto si dissolse, a causa del prevalere del socialismo (siamo all'epoca dei Fasci di Sicilia e dei fatti di Lunigiana), che parlava agli uomini più di diritti che di doveri, più di rivendicazioni materiali che di idealità etili La Tersa Italia nel n. 242, a. XII, dell'I 1 giugno 1911, accenna al e lavoro compiuto, fino dai primordi del Risorgimento patrio, dagli iniziatori che, dalle migliori tradizioni delle Fratellanze e dei Comuni repubblicani del Medio Evo, ài ispirarono ai sani concetti della Scuola Sociale Italiana, integratrice delle rivendicazioni economiche dei lavoratori nella libertà e nel progresso della Nazione . Cu*, anche l'introduzione al volume del MINUTI, II Comune Arti-giano, ecc., cit.
2) L. MINUTI, H Comune artigiano, ecc., cit., p. 470.
3) I principi che informano il Patto di Fratellanza disse Aurelio Saffi al XVT Congresso delle Società operaie (Firenze, 1886) da lai presieduto riconoscono nella personalità dell'uomo-individuo la forza iniziatrice delle operosità della vita civile; nella proprietà il segno e il corrispettivo della quantità di lavoro applicato dai singoli alla produzione della ricchezza; nella libertà il mezzo indispensabile allo sviluppo delle facoltà di ciascuno e di tutti; nella famiglia, nella città, nella nazione, le sfere concentriche nelle anali la natura sociale dell'uomo svolge ed espande le sue potenze d'intelletto e d'amore.
Personalità dell'individuo, proprietà, libertà, famiglia, città, nazione, sono quindi elementi naturali della vita civile.
Aggiunge Luigi Minuti che l'antagonismo fra capitale e lavoro non può risolversi se non mediante il progressivo sviluppo del principio di libera associazione di fronte alla libertà inorganica dell'odierno sistema industriale. La libertà del lavoro fu senza dubbio un progresso sulle condizioni anteriori dell'economia sociale Ma la libertà ò un nome vano per chi non ha mezzi di usarne, e la emancipazione dei lavoratori dalla servitù feudale e dai privilegi delle maestranze ne abbandonò la mercede e le sorti alle vicende della libera concorrenza, alla legge fatale della domanda e della offerta della mano d'opera (L. MINUTI, Il Comune artigiano, ecc., cit.. p. 248).
*) <t II Patto di Fratellanza scriveva " Sereno " (Felice Albani) nella Terza Italia del 1531 luglio 1904, a. V, nn. 9697 era un'organizzazione tutta sui generis. Nella forma prcscntavasi coinè una Federazione nazionale di Sodalizi di lavoratori; nel fatto era niènte altro che il Partito repubblicano mazziniano d'azione intransigente, in tutta la sua tradizionale e storica inquadratura.
E già prima in una serie di articoli dal titolo L'origine del movimento sociale nel Partito repubblicano italiano ante il 1893 (Patto di Fratellanza) lo stesso Albani aveva parlato del . movimento ia senso sociale che, fra 1*86 ed il '93 s'era venuto affermando nei seno stesso del Partito repubblicano italiano, allora rappresentato dal Patto di Fratellanza fondato da Mazzini in Roma nel 1871 (La Terza Italia, a, II, n. 41, del 26 dicembro 1901), e del fatto che il Patto di Fratellanza era venuto a costituire la rappresentanza esterna e organizzata del Partito Repubblicano Mazziniano, pur conservando la sua originaria funzione di organizzazione proletaria (Lo Terza Italia, a. IH, n. 43, del 13 gennaio 1902).
(N. B. Si avverto ohe, in tutte le citazioni, lettere maiuscole e minuscolo, parole in corsivo, ecc. sono riprodotte come nell'originale).