Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE ;"SCUOLA SOCIALE ITALIANA"
anno <1955>   pagina <341>
immagine non disponibile

La Scuola sociale italiana
341
che, e faceva quindi assai più facilmente breccia nell'animo di chi doveva combattere con le più urgenti necessità della vita quotidiana.
Tuttavia il Patto per lunghi anni ebbe vita vigorosa, e costituì la pri­ma e l'unica organizzazione sindacale italiana: *) è questa l'epoca che Fede­rico Comandisi definì l'età aurea del movimento sociale italiano. 2)
Non solo, ma in seno al Patto e nei Congressi delle Società operaie, nella loro stampa, ed in ogni occasione 3) i mazziniani agitarono per la prima volta la necessità di una serie di istituti: Camere del Lavoro, *' Tribunali del Lavoro,s) Lega delle Cooperative.
U Nel 1878 esistevano 2091 società di mutuo soccorso. 1981 di esse raggruppavano 330 mila iscritti (cfr. MARIO BOCCI, La mutualità in Italia, con pref. di Mariano Pietro, Ascoli Piceno, 1940). Anche se non tutte le Società operaie sono da considerare mazziniane (era questo, secondo noi, un errore dei mazziniani), la cifra è notevole. Si aggiunga che, quantunque le Società si denomi­nassero usualmente di mutuo soccorso, non era questo Punico fine della loro attività.
2) FEDERICO COMANDIMI, La crìtica socialista e il pensiero di G. Mastini., Roma, Libreria Politica Moderna, 1914.
3) Polemizzando vivacemente con i repubblicani del P.R.I., Luigi Minuti li invitava a ricordare il lavoro di educazione nazionale e sociale compiuto dai precursori; l'opera inde­fessa, continua sia contemporanea, sia posteriore all'azione per il riscatto nazionale con gli studi e nel vasto campo del lavoro pratico, sociale ed economico dalla fondazione in Londra nel 1840 della Scuola italiana e dell'Associazione nazionale per gli operai, raminghi fuor della Patria, fino al a Patto di Fratellanza istituito in Roma nel 1871 e successivamente, nell'opera dei Congressi, nella stampa, nelle associazioni, nelle Fratellanze, negli istituti coo­perativi sociali e vedranno compendiato in un tutto unitario, un programma integrale, e l'opera armonica, educativa ed economica programma ed opera che formano l'insieme delle grandi linee della Scuola sociale italiana che, fondata sul contenuto delle dottrine e degli inse­gnamenti di Giuseppe Mazzini, non teme confronti con alcun altro partito, né con altra Scuola..., ecc. (LUIGI Mostra, I Repubblicani nel Governo di Sua Maestà, ne La Tersa Italia su X, n. 154, del 27-31 maggio 1909).
Ancora lo stesso Minuti, in un articolo su Giuseppe Mazzini e gli operai riportato da la Tersa Italia del 19 marzo 1911 (a. XII, n. 230), dopo aver affermato come la parte repub­blicana, seguendo il pensiero del Maestro, non fosse mai un partito esclusivamente politico (ma anche sociale ad un tempo), aggiunge che se il proletariato italiano ha potuto formarsi una coscienza; se ha potuto conquistarsi un posto di combattimento; crearsi intorno simpatie; Io si deve, in massima parte, ai repubblicani, e segnatamente ai Mazziniani, che per un periodo lungo di anni dal 1860 al 1890 furono pressoché soli in Italia a curare che gli operai e gli agricoltori si ordinassero in sodalizi! e fratellanze, affrontando l'egoismo delle classi conser­vatrici dirigenti e infondendo, ad un tempo, nelle stesse masse lavoratrici, il sentimento del do­vere e hi coscienza del diritto.
Società d'arti e mestieri, circoli istruttivi ed educativi, scuole popolari, fratellanze arti­giane, federazioni e consociazioni, istituti cooperativi di ogni specie, sorsero dal seno della de­mocrazia politica....
Ed ancora: Il mutuo soccorso, le organizzazioni per arti e mestieri, la cooperazione, gli uffici di collocamento, le camere e i tribunali del lavoro, tutto fu studiato, ponderato, tentato, iniziato, svolto dal 1860 in poi, malgrado l'avversione del vecchio regime, fino a che le aberra­zioni di un possibile livellamento sociale non resero, purtroppo, frustanea l'opera pratica dei repubblicani, intesa ad integrare l'elevamento morale e materiale degli operai con la propagan­da politica per la. libertà.
*) LUIGI METOTI, Le Camere operaio e la Camere e Borse del lavoro, Firenze, Tip. Cooperativa, 1893. L'istituzione di Camere del Lavoro ero stata propugnata dai mazziniani sin dal 1876 (v. nota successiva).
6) Nell'ordine del giorno finale del XIV Congresso delle Società operaie, svoltosi nel 1876 in Genova sotto la presidenza di Aurelio Su Ili, Federico Campanella e Talentino Armirotti, fu auspicato che di fronte ai Tribunali e Camere di Commercio vengano istituiti Tribunali e Ca­mere di lavoro, composti di operai, allo scopo di tutelare gli interessi di questi e di riunirsi per trattare competentemente le questioni attinenti fra Capitale e Lavoro (La Terza Italia, a. XI, n. 194, del 13 giugno 1910).