Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE ;"SCUOLA SOCIALE ITALIANA"
anno
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1955
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345
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La Scuola sociale italiana
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Repubblica sociale, *) dunque, e non socialista , né tanto meno, classista.
Anzi quando un collaboratore de La Terza Italia, dopo aver lanciato il grido la repubblica sarà sociale o non sarà2) aggiunge che la borghesia come classe accetterà più o meno diffidente, rassegnata o volenterosa il fatto compiuto, ma non darà mai nulla per farla, 3) lo stesso Albani interviene per spiegare che la parola borghese non ha più ormai (1908) significato; o meglio che ne ha assunto uno del tutto diverso: Più che di classe, a noi pare, e Mazzini già lo scrisse fino dal 1844, piuttosto questione di interessi e di egoismi individuali, in lotta coi principi nuovi. Interessi ed egoismi che ti possono far divenir borghesi da un giorno all'altro cento proletari, e piombar nel proletariato mille borghesi di ieri. 4)
Ed. in altra occasione, Eduardo Frosini riaffermava che il Popolo non, è una classe *) ma l'armonico insieme di tutte le classi, aggiungendo subito dopo: finché esisteranno.7)
I mazziniani ed i loro giornali non si limitarono però alle questioni di principio ed intervennero anche in casi concreti; ovvero dal caso concreto trassero motivo per ribadire la inscindibilità della questione politica da quella economica 8) eia necessità di un contenuto politico del movimento operaio; ') la scarsa simpatia da essi nutrita per gli scioperi economici; 10) la negazione
*) Repubblica Sociale fu anche il titolo di un giornale fondato da Felice Albani nel dicembre 1893. Ma il primo numero del periodico fu sequestrato dalla R. Procura e fu inibito all'Albani persino di usate quel titolo (dalla necrologia di Felice Albani, pubblicata dalla consorte Adele Albani Tondi (Alina) nella rivista Fede Nuova da lei diretta, e riprodotta, col titolo L'apostolato sociale di Felice Albani, in Camicia rossa, a. IV, n. 12, Roma, 18 marzo 1928).
*) NEBA, Il Partito economico* di Milano, ne La Tersa Italia, a. IX, n. 132, del 15-19 gennaio 1908.
3) Ibidem.
4) Commento allo stesso articolo, firmato Sereno.
5) EDUARDO FROSINI, La Repubblica mazziniana, la borghesia e i militari, ne La Terza Italia, a. XI, n. 211, del 6 novembre 1910.
*) Ibidem.
7) Ibidem.
8) Sotto il titolo Differenza esistente fra la Scuola sociale italiana e le altre Scuole a partiti stranieri, Luigi Minuti (12 Comune artigiano, ecc., cit., pp. 419 sgg.) riafferma il principio fondamentale della Scuola, ribadito a tutti i Congressi operai, che l'emancipazione della classe operaia non poteva avvenire che con il progresso della Nazione Italiana. E * se l'opera concorde della classe operaia poteva, in fede de' novatori, serrare le file del proletariato italiano in una sola e forte compagine, non coordinando l'opera di questo, o delle classi operaie, con quella detta Nazione, equivaleva a separare... il proletariato dal popolo e le classi dalla Nazione, ponendoli in aperto contrasto e antagonismo di opere e d'interessi! (op. cit., p. 420).
') Occorre che diate a voi stessi una direttiva, un'orientazione politica scriveva La Terza Italia (a. Vili, n. 129, del 15-24 novembre 1907) a proposito dello sciopero dei ferrovieri di Milano dell'ottobre 1907 , e che apertamente la proclamiate al cospetto della coscienza pubblica: orientandone politica, naturalmente, mazziniana.
lo) In un editoriale dal titolo Impressioni l'organo ufficiale del P.M.I., nel numero prece* dente (a. Vili, n. 128, del 31 ottobre 1907) aveva distinto gli scioperi in economici e politici. Lo sciopero politico e uno sciopero generale, non può evere che politico non ò più uno sciopero, ma una protesta, una rivendicazione pubblico; ò una anticamera alla insurrezione: e di questo non sembra che La Terza Italia fosse affatto sgomentai Invece dogli scioperi economici i mazziniani furono e sono assai poco entusiasti, pur partecipandovi, quando necessario, per solidarietà con gli altri lavoratori*
Anche Luigi Minuti afferma: ... non meno ingannevole del falso concetto della lotta di classe è il fenomeno dello sciopero, stabilito come sistema ordinario di difesa e peggio ancora