Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE ;"SCUOLA SOCIALE ITALIANA"
anno
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1955
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346
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Elio Lodolini
della lotta di classe; la predilezione, in agricoltura, per la mezzadria, considerata come forma di associazione fra capitale e lavoro; l) la loro avversione per l'emigrazione, mentre in Italia vi erano terre da bonificare.s)
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Nel corso della presente comunicazione, due nomi sono stati citati con particolare frequenza: quelli di Luigi Minuti e di Felice Albani. Il Minuti e l'Albani furono difatti le figure di maggior rilievo della Scuola sociale italiana in questo periodo.
L'Albani fu il politico della situazione: per una ventina d'anni ricopri la carica di Segretario del Partito Mazziniano Italiano, e, durante un quarto di secolo, quella di direttore de La Terza Italia, il battagliero giornale del Partito.
H Minuti, invece, se è possibile fare distinzioni fu il sindacalista, l'organizzatore del movimento operaio. Fu l'anima della Fratellanza Artigiana d'Italia, rappresentata quasi esclusivamente dalle organizzazioni toscane, e soprattutto dal Comune Artigiano di Firenze, del quale già nel 1876, a soli 25 anni (era nato a Firenze il 18 agosto 1851 ed ivi mori il 15 luglio 1924) fu eletto una prima volta Gran Maestro. Per moltissimi anni, dopo Giuseppe Mazzini e Aurelio Saffi fu secondo quanto ba scritto un altro fervente mazziniano die ne tracciò la biografia Capo riconosciuto della Scuola Sociale Italiana. 8)
come mezzo di rivendicazione integrale proletaria od operaia (L. MINUTI, II Comune arligia' no, ecc., cit., p. 493). Lo sciopero è ammesso solo come arma estrema: <c I seguaci della scuola sociale italiana aggiunge il Minuti (ibidem) sono d'accordo su questo punto; ed i fatti, l'esperienza addimostrano assurdo e dannoso lo sciopero quando si adotta come sistema di elevazione economica e, peggio ancora, di rivendicazione integrale dei diritti sociali del lavoro ,
1) Nelle attuali imperfette condizioni sociali: cfr. L. MINUTI, Coloni e braccianti in Romagna, ne La Tenta Italia, a. XI, n. 189, dcll'8 maggio 1910. L'A. richiama anche la relazione al Congresso delle Società operaie del 1885 (Firenze), ohe ai esprimeva in termini pressoché identici. L'articolo è preceduto da un corsivo editoriale, firmato La Terza Italia in cui si dice che il Minuti richiama la coscienza pubblica alle pure fonti della Scuola Sociale Italiana.
Già il XIII Congresso delle Società operaie (Roma, 1874) aveva affermato, del resto, che la mezzadria era il sistema agricolo più equo fra gli esistenti. Lo stesso Congresso aveva deliberato di propugnare l'istituzione di Camere operaie ed agricole (L. MINUTI, Il Comune artigiano, ecc., cit., p. 79 sgg.) ed aveva dichiarato di ritenere gli scioperi in massima dannosi agli operai (op. cit,, p. 86).
Nel XIV Congresso delle Società operaie (Genova, 1876), ispirato ai .concetti della Scuola Sociale Italiana (L. MINUTI, op. cit., p. 116) notevole fra l'altro una Borie di nonno legislative sulla cooperazione (cfr. Relazione della Commissione DireUioa sui quesiti proposti alla discussioni del XIV Congresso generale delle società operaie italiane, Roma, R. Tipografia, 1876), comprese sezioni di credito per la cooperazione; nonché, ancora, la ricordata richiesta di istituzione dei tribunali e camere di lavoro.
2) TOMMASO ALATI, Il malessere sociale, ne La Tersa Italia del 26 dicembre 1909, a. X, n. 170. L'A. aggiunge: Come 6 inganno il benefizio economico dell'emigrazione, così e maggiore lo è moralmente.
3) EDUARDO FROSINI, Luigi Minuti, Firenze, 1925. D volumetto del Frosini, pubblicato nel primo un inveranno della morte di Luigi Minuti, è dedicato in omaggio agli amici della Scuola Sociale Italiana.