Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE ;"SCUOLA SOCIALE ITALIANA"
anno <1955>   pagina <347>
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La Scuola sociale italiana
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A questo punto, sembra necessario chiedersi come mai un movimento politico e sociale come quello della Scuola sociale italiana e del Partito maz­ziniano italiano, che derivava direttamente da Mazzini e ne continuava l'ope­ra, e che era erede, di una grande organizzazione operaia, sia finito quasi in silenzio e sia stato così poco osservato dai contemporanei e dagli studiosi.
Le cause sono, a nostro avviso, parecchie:
il sorgere e Faffermarsi di un Partito Socialista, che polarizzò ed attirò le masse operaie, con fini e teorie del tutto opposti a quelli mazziniani, ed atti a far meglio breccia fra le masse incolte;
il sorgere e raffermarsi di un Partito Repubblicano, verso il quale si orientarono, oltre a repubblicani di diverse tendenze, anche uomini indubbia­mente mazziniani. L'esito della lotta Ira il Partito Repubblicano Italiano, che partecipava al gioco elettorale ed aveva quindi i suoi deputati alla Camera, ed il Partito Mazziniano Italiano, nettamente astensionista, non poteva essere dubbio, sul terreno pratico, fatto di propaganda, ed anche di promesse elet­torali e di clientele;
il sorgere e raffermarsi, ai primi del '900, di una Confederazione Generale del Lavoro, che uni le forze operaie in una grande organizzazione filo-socialista;
la dirittura morale che diveniva intransigenza e non permetteva quindi ai mazziniani di avvalersi di tutti quei compromessi, non certo enco­miabili, ma che sono pur necessari in politica;
l'apostolato quasi religioso della dottrina mazziniana, basato sul dovere e sul sacrificio quando gli altri parlavano di diritto e di rivendica* eioni -, e destinato quindi ad essere compreso da pochi;
ed, infine, la mancanza di grandi uomini. Non è nostro compito qui tessere l'apologia dei mazziniani dopo Mazzini; né intendiamo farlo. Ai seguaci della Scuola sociale italiana mancò un capo.
Lo stesso Luigi Minuti, che per molti anni ne fu alla testa,2) era un pic­colo commerciante aveva una bottega di pizzicagnolo in Borgognis-santi : un ottimo cittadino, buon organizzatore della Fratellanza, di solida cultura di autodidatta, di nobile e retto animo (Giorgina Saffi nel 1905 lo defini 3) la più schietta e bella figura vivente del mazzinianesimo), non
1) Si noti che dal mazzinianesimo <c rivoluzionario venne invece gran numero di uomini più tardi passati ad altre correnti politiche.
2) Naturalmente il Minati all'infumi del ano Comune Artigiano non aveva alcuna qualifica ufficiale. L'estremo particolarismo, caratteristica dei mazziniani, ò anche esso da porre tra le cause del mancato successo.
Anche il Partito Mazziniano era costituito, oltre che da Sezioni, da Circoli, Gruppi, Con­sociazioni, ecc., semi-autonomi. E moltissimi rimanevano al di fuori del Parlato. Lo stesso Minuti, per molti anni almeno, non vi fu iscritto, pur collaborando largamente all'organo uf­ficiale del P.M.I.: forse, per poter partecipare alle elezioni amministrative (il Partito non am­metteva neppure l'elettorato amministrativo, mentre il Minuti fu Consigliere comunale di
Firenze).
3) E. FBOSINI, Luigi Minuti, cit., p. 15.