Rassegna storica del Risorgimento

1852 ; REPUBBLICANI ; MONARCHICI
anno <1955>   pagina <354>
immagine non disponibile

354
Giovanni Maiali
a ragione, godeva della fiducia quasi universale degl'Italiani, e si pensava fosse l'uomo della rivoluzione, l'uomo ohe avrebbe deciso le sorti della nostra patria. Egli era pure il capo del Comitato Nazionale italiano, e nessuno osava opporsi ai suoi cenni. E questo fu il momento, in cui e' toccò l'apice di sua potenza.
Allora Luigi Kossuth faceva in America e in Inghilterra una propaganda popolare in favore della sua Ungheria, propaganda che ridondava pure in vantaggio di tutte le nazionalità oppresse. Mazzini anelava a divenire il Kos-suth d'Italia.
5. Ma non andò molto tempo che alcuni tra i più vicini cominciarono a disgustarsi della sua politica personale e accentratrice. Saliceti e Sirtori ben presto accennavano a staccarsi, l'uno palesandosi federalista, l'altro inten­dendo a svincolare il partito d'azione da colui che poteva per l'unità repubbli­cana ripetere il motto del re Sole. E non continuò a rimanere col Mazzini ancora molto neppure Mattia Montccchi.
sa A Parigi particolarmente si distinse, nell'opposizione al Mazzini, Giu­seppe Ferrari; e con lui furono Giuseppe Montanelli, Enrico Cernuschi ed altri che chiamavano Mazzini Vantipapat attribuendogli tendenze dittatoriali. Il Cattaneo non si uni al Mazzini, pur non scendendo allora a combatterlo con ; acrimonia. Parimenti Manin rimase in disparte.
-09 1 devoti di Mazzini, che supplicavano di non toccare quell'uomo, si sen­tivano rispondere, volersi libertà mediante la rivoluzione, non uomini o sistemi. Altri si levavano nel campo repubblicano a dichiarare impossibile, oggi vana insurrezione repubblicana, in Italia, e doversi riunire tutte le forze nazionali .per conseguire tosto e anzitutto la cacciata dello straniero, andando, inìalmodo, più in là di quella certa neutralità ammessa o tollerata dal Maz­zini, giacché si dimostravano rassegnati e di buon grado alla monarchia, se questa-ffosse disposta a far l'Italia. Altri invece rimproveravano al Mazzini di-Msoiarekcuna porta aperta alla Casa di Savoja, mentre essi miravano a far solidale la rivoluzione italiana con le sorti della repubblica rossa in Europa, taluni', cornei il Sirtori ed il Montanelli, alleandola al misticismo socializzante del t lattieri naia, tali altri, come il Ferrari, ispirandola all'umanesimo ger­manico.1 ìb Pn'fBv
iii uWebfederalisti, specialmente delle scuole del Ferrari e del Cattaneo ap­paiava, -rima' -prevenzione tanto contraria al Piemonte, da produrre spesso, anche senzai accorgersene, effetti contrari. H Cattaneo che, dopo i disastri del 1849, si era abbastanza avvicinato al Mazzini, ora sorgeva ad accusarlo di inerte, e tornava a proclamare la federazione inseparabile dalla libertà e aon'.'àaé0mpa,tìbiledm l'unità politica, olamfrs JhoSma iotn t
ii 6* IlJMazzini,' anche per mezzo della Società degli amici d'Italia, ensfitpiteLLondflrày iteli giugno 1851, sperava di poter allargare ed estendere Inazione .-fa v or e voi e.: iaH?Italia, suscitando nuove simpatie, vincendo ostilità ed lavversioniv imponendo i problemi italiani anche tra quegli elementi locali e .'stranieri,' clie- apparivano più scettici e indifferenti. L'appassionata ed in­stancabile opjeraiideliMazzini nel campo internazionale, per la redenzione del­l'Italia,! merita la-pùi alta considerazione, da parte di tutti coloro che vogliano dssejjeiebbietthrL':iftf .jtnMnf -.