Rassegna storica del Risorgimento

BELFIORE ; UNGHERIA ; PROCESSI ; MANTOVA
anno <1955>   pagina <364>
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364 Stefano Marini*
lui con Garibaldi. Verso la fine del 1851 in Transilvania. nei dintorni di Baia* vasar, fu scoperta una vasta rete di cospirazione organizzata da un ex ufU-ciale di artiglieria, Giuseppe Makk, il sistema del quale secondo la relazione del generale austriaco Bardolo, comandante militare della Transilvania, rassomigliava ai Comitati clandestini mazziniani.l)
In una lettera dello stesso Makk, viene ribadito che il metodo mazzi-niano è applicabile al movimento in Ungheria e particolarmente alla som­mossa dei Székely in Transilvania, l'animatore della quale, il colonnello Alessandro Gài, dopo la resa del 1849 aveva continuato a guerreggiare tra le montagne Siculo di Transilvania e più tardi fece la spola tra Costantinopoli e la zona confinaria ungaro-rumena, fino a trovarsi presso Garibaldi a Napoli, ove morì nel 1861.
Giuseppe Makk, in una lettera dei 26 agosto 1851 da Costantinopoli, offrendo i suoi servizi a Kossuth, citò in italiano: U sangue dei valenti, perduto non sarà. Nei messaggi di Giuseppe Makk, l'argomento principale per rianimare gli aderenti e vincere le esitazioni fu appunto l'affermazione che in Italia l'insurrezione era pronta. Notiamo inoltre che non mancavano sacerdoti votati alla causa dei congiurati in Ungheria: il rev. Carlo Bobory, piovano della città di Czegléd ricevette da Giuseppe Makk una copia del piano di azione dell'organizzazione clandestina italiana. Come a Mantova cosi anche in Ungheria troviamo tra i processati uomini appartenenti a di­versi ceti della popolazione. Così ad es. Luigi Czatàry che era un medico, fu condannato nel 1852 per aver collaborato a far recapitare in Ungheria delle lettere di Giuseppe Mazzini. 2)
Sull'esempio delle cartelle del prestito mazziniano che sequestrate sco­prirono agli austriaci la congiura di Mantova (alla nobile figura di Enrico Tazzoli il Kossuth dedica una pagina nelle sue Memorie, 3) anche i fuoru­sciti ungheresi presero a diffondere cartelle firmate da Kossuth, al quale l'idea di iniziare in America mia colletta sul modello dei biglietti mazziniani fu suggerita da Adriano Lemmi che lo aveva accompagnato dalla Turchia a Londra e a New York. Kossuth ha fatto, fa e farà portenti in America scrisse il Lemmi da Malta ad Agostino Bertani e per far giungere al confine magiaro armi e munizioni acquistate con i fondi raccolti negli Stati Uniti ed in parte depositate da Lemmi a Malta, il Kossuth volle entrare in relazione cogli armatori fiumani Stuparich e Mohovich. 4) Luigi Kossuth lasciò l'America il 14 luglio 1852 e già il 2 agosto Giuseppe Mazzini comuni­cava alla madre: Kossuth è venuto l'altro giorno da me, v'era rimasto quat­tro ore e un quarto. Due giorni dopo Mazzini consegnò a Kossuth un anello offerto dalla Società Mazziniana di Genova, e soddisfatto del risultato del viaggio in America, gli disse Vous avez seme quelque chose qui porterà des fruits.
Appena tornato da New York a Londra, Luigi Kossuth apri con Maz­zini una nuova sottoscrizione. Le cartelle che Stefano Ttirr ebbe l'incarico
1) HENTALLER, LAJOS, A balasvdsari salirci; Budapest, 1894: inoltre: JANOSSY, DENES, it Kossuth- emigrficio AnglUUmn es Amorilcdban; Budapest, 1940, voi. I, p. 555.
2) A. BKRZEVICZY, op. cii. voi. I, p. 384.
3) VoL IV, p. 366.
*) D. JANOSSY, op. cit., p. 457.