Rassegna storica del Risorgimento

BELFIORE ; UNGHERIA ; PROCESSI ; MANTOVA
anno <1955>   pagina <366>
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366 Stefatto Markus
l'intero reggimento venne imbarcato ad Ancona per essere rimpatriato in Ungheria.l)
Forse non è mero caso che già nella causa del Grioli prima vittima di Belfiore, figuri un soldato ungherese e in connessione con le fortificazioni a proposito delle quali afferma Alessandro Luzio che l'esplosione del Quadri­latero era uno degli obiettivi precipui del Comitato Mantovano. 2) Appunto per questo la colpa di Giovanni Kiraly d'aver disegnato la pianta di un forte di Verona fu considerata più. grave di quella dei suoi compatrioti. Pietro Gyorfy si recò appositamente da Mantova a Verona onde effettuare la rela­zione del soldato Kiraly con il Comitato di Verona, E la colpa di Augusto Donatelli consisteva nel fatto che l'incontro tra Kiraly Gyorfy ed alcuni mem­bri del comitato era avvenuto nella sua abitazione a Verona.
Altro riferimento risalta dal processo (26 dicembre 1852) contro Igino Sarteria il quale al momento dell'arresto aveva seco un romanzo della Cle-mence Robert intitolato Kossuth et les Hongrois che criticavate in modo violento, il sistema ed il governo austriaco in Ungheria. s)
Sparsasi la notizia che nella primavera del 1852 Francesco Giuseppe stava per recarsi a Venezia e quindi passare in Ungheria, alcuni congiurati ed in Italia ed in Ungheria, pensarono di catturarlo; i più prudenti riuscirono a sconsigliare Angelo Scarsellini il quale tuttavia toccò il supplizio a Belfiore. L'anno seguente (18 febbraio 1853) l'attentato di Giovanni Libényi contribuì certamente a rendere il giovane monarca ancora più inflessibile, benché la responsabilità delle stragi siano ad imputarsi a Radctzky e piuttosto all'arci­duchessa Sofia, madre dell'imperatore ed al generale Grtinne, capo della cancelleria militare alla Corte di Vienna.
Il più temerario dei cospiratori, Felice Orsini, il quale con la divisa di soldato austriaco, si spinse in Ungheria ed in Transilvania, racconta: Scrissi a Zurigo che partiva per l'Ungheria, e da Pest spedii altra lettera alla signora Casati: ...mi avesse inviato due righe di presentazione di Kossuth per qualche uffiziale ungarese... Mi fermai ad Arad, e fui a vedere la fortezza in cui si impiccarono i patriotti e generali ungaresi. Nell'Ungheria trovai una regione fertilissima abitata da bella e robusta gente; essa rammenta con gloria i nomi di Klapka, di Bem, di Kossuth, e arde che il momento sorga, onde prendere di nuovo le armi contro i loro oppressori. All'udire di quei nomi prorompono in esclamazioni e dicono: verrà, verrà il giorno della vendetta! Feci viaggio in compagnia di un giovane ungarese il quale mi trattò gentilmente. Scoperto a Brassò nel dicembre 1854 l'Orsini venne tradotto alle carceri del Castello di San Giorgio a Mantova, dove incontrò il colonnello P. F. Calvi arrestato nel settembre 1853 per aver tentato di sollevare le popolazioni del Friuli e del Cadore e per aver cospirato insieme agli esuli magiari Tiirr e Kossuth. Riferisce l'Orsini che a Mantova II terzo giorno venni chiamato ad un nuovo interrogatorio. L'oggetto di questo fu il mio viaggio in Ungheria. Più tardi il Calvi gli chiese: Come hai trovato quei paesi? Quale spirito vi regna? Si rammentano eglino, che in Arad furono appiccati i loro migliori patriotti
1) Cospirazioni di Romagna e di Bologna nétte Memorie di Federico Comandini per cara di AIÌFREDO COMANDINI; Bologna, 1899.
2) op, cit., p. 36.
3) A. Lazio, /.). ciV., p. 93.