Rassegna storica del Risorgimento
BELFIORE ; UNGHERIA ; PROCESSI ; MANTOVA
anno
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1955
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pagina
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368
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368 Stefano Markus
bisogna non. lasciar credere alle masse che il colpo di Stato di Napoleone abbia annientato la democrazia; al contrario ci vuol ora più energia, prontezza... altrimenti le popolazioni si scoraggiano... Convengo interamente nel modo d'azione che Foresti ha consigliato, lo credo necessario e squisito. Ma non credo prudente di azzardare la minima cosa che può portare uno svolgimento fino che Kossuth non è presente in Europa. L'azione degli Ungheresi se egli sia presente sarà ben diversa che se lui non fosse presente... *'
Qualche tempo dopo Giuseppe Mazzini cosi scrisse a Felice Foresti a New York Aiutate l'agitazione ungarese ma diffondete l'idea che la causa italiana è inseparabile dalla ungarese e che l'Ungaria non può emanciparsi se non attraverso l'Italia. 2) Il Kossuth ne era perfettamente consapevole ed affermava, rivolgendosi a Calvi, che il suo lavoro in America sarà utile non soltanto per la sua patria, ma anche per l'Italia, anzi... Fu allora che P. F. Calvi gli rispose con queste parole: I servizi che Ella ha resi alla democrazia europea in genere ed a quella italiana in ispecie, sono così grandi che Ella può contare sulla stima di ogni italiano che ama la sua Patria .
Scrivendo a Giovanni Grilenzoni, l'Apostolo genovese così si esprimeva: Il risultato morale ottenuto è immenso in America, avremo mezzi grandi e aiuti officiali e non officiali ma nessuno aiuta chi non fa.... 3) E, rivolgendosi al mantovano Giovanni Acerbi, sosteneva: Abbiamo due elementi conquistati; dentro l'elemento ungherese che è nostro dappertutto; fuori l'elemento americano dall'elezione di Pierce in poi. Con Kossuth lavorammo per la sua elezione. Egli aveva promesso dar ordine a tutti i suoi agenti diplomatici di riconoscere immediatamente qualunque governo insurrezionale repubblicano si stabilisse in una provincia Italiana o d'Ungheria. Gli aiuti non mancheranno .
I fatti rivelati dai processi di Mantova ed i tentativi ungheresi concomitanti erano sintomi della situazione intollerabile in questi due paesi. L'insuccesso momentaneo fu dovuto, in parte, al fatto che i calcoli di Mazzini e di Kossuth basati sul contegno dei francesi e degli americani non erano realistici. Nella previsione che i repubblicani in Francia sarebbero presto tornati al potere, Giuseppe Mazzini sollecitava il ritorno di Kossuth in Europa: Hatez-vous. De Sicilie, de Rome de Yenìse on me demande avec insistence le mouvement. Ed altrove aggiungeva: Voi avete carabine e munizioni, o potete mandare in Ungheria, ed allora dovete farlo subito, o non potete inviarne, ed allora permettete che siano utilizzate da noi. Non è l'Italia la prima tappa per l'Ungheria?.
Negli articoli pubblicati da Kossuth nel Sunday Times e poi nella rivista Alias di Londra, come nei discorsi tenuti nelle varie città inglesi, ricorre costantemente il motivo di concordare e di sincronizzare i movimenti in Italia ed in Ungheria. Egli credendo imminente un cambiamento nella politica estera degli Stati Uniti dopo l'insediamento del nuovo presidente F. Pierce, inviò nel marzo 1852 a New York Francesco Pulszky con la precisa istruzione di organizzare spedizioni di truppe volontarie da sbarcare sulla costa adria-
a) Museo Centrale del Risorgimento, Roma, Busta 138, n, 86.
2) S, E. L, voi. cit., p. 162, n. 3266 del 23 gennaio 1852.
3) Ivi, p. 342, n. 3342, 29 luglio 1852.