Rassegna storica del Risorgimento

QUADRILATERO ; AUSTRIA ; LOMBARDO-VENETO ; STRATEGIA
anno <1955>   pagina <371>
immagine non disponibile

LA FUNZIONE POLITICO-MILITARE DEL QUADRILATERO DURANTE IL NOSTRO RISORGIMENTO
Caduto Napoleone, l'Italia, ridotta nuovamente in brani dai trattati di Vienna e di Parigi, era ormai caduta direttamente o indirettamente in potere dell'Austria che, per esercitare la sua politica di reazione, aveva tro­vato un potente strumento nel trattato della Santa Alleanza, e nel Metter­meli l'uomo più adatto a praticarla.
Per contrapposto, nel popolo italiano che durante il perìodo napo­leonico aveva potuto accarezzare aspirazioni di libertà e di indipendenza andava finalmente maturando il processo di formazione della coscienza nazionale.
Era pertanto evidente che fra queste due concezioni politiche diame­tralmente opposte, l'urto mortale dovesse ormai considerarsi inevitabile ed imminente e si comprende perciò come, in previsione di quanto sarebbe potuto accadere, l'Austria si dovesse preoccupare di rafforzare i suoi appre­stamenti militari sul nostro territorio, nella vana illusione di poter dominare la situazione.
Anche ad un esame solamente superficiale non poteva sfuggire all'Au­stria l'importanza di quel terreno che fu poi chiamato il Quadrilatero compreso fra le quattro località di Mantova, Peschiera, Verona e Legnago, che conservavano le tracce di antiche fortificazioni, in parte tuttora efficenti. Infatti:
Verona. Era chiusa fra i resti delle fortificazioni scaligere e di quelle del Sammicheli.
Mantova. Naturalmente difesa al nord e all'est dall'impaludamento del Mincio e dalla fortezza di Cittadella di inspirazione sammicheliana. Per quanto di origini più remote, nella struttura di allora, risaliva ai Gonzaga anche la cinta murata che in condizioni più o meno efficienti si svolgeva su tutto il perimetro della città. Napoleone poi vi aveva aggiunto il Forte di Pietole e qualche opera minore.
Peschiera. Già bello e forte arnese... ecc. nei secoli precedenti, durante il periodo della Serenissima era stato ridotto a fortezza pentago­nale dal Sammicheli.
Legnago. Conservava ancora, più o meno efficiente, l'opera gettata a suo tempo dal Sammicheli a cavallo dell'Adige.
Nel complesso quindi queste quattro fortezze che avevano avuto origini molto remote, fra il 1500 e il 1600 erano state oggetto di trasformazioni ra­dicali ad opera o secondo la tecnica del Sammicheli, di cui pertanto conser­vavano l'impronta inconfondibile.
Tale situazione, bene 0 male, se si eccettua qualche modifica del periodo napoleonico, aveva continuato a sussistere fino al 1815.
Considerate a sé stanti, queste quattro località, se pure avevano avuto un passato glorioso, con i nuovi mezzi di offesa e con le nuove forme del