Rassegna storica del Risorgimento

1824 ; CARBONERIA ; SPIELBERG
anno <1955>   pagina <380>
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380 Renzo U. Montini
ogni relazione epistolare con i familiari, " queste lettere assumono, più ohe una reale importanza storica, il valore di preziosi documenti spirituali, in quanto pongono veramente a nudo l'animo degli infelici prigionieri e ce ne svelano pienamente il carattere.
Antonio Solerà, in preda al più sconsolato sconforto, fa della sua lettera alla moglie quasi un testamento, prevedendo vicina la morte: il che non gli impedisce peraltro di esortare la sua Buona Marianna a chiedere all'Impera­tore la sua liberazione. Non basta: con strana ingenuità egli precisa che la grazia dovrebbe venire prima della stagione delle acque di Recoaro o di Pejo, dalle quali spera di recuperare la malferma salute. Interessante, poi nello scritto del Solerà, l'accenno alla possibilità che Francesco I voglia occu­parsi dell'educazione dei figli del condannato: interessante, dico, in quanto effettivamente l'Imperatore fece accogliere a proprie spese in collegio i pic­coli Solerà. Che il benefico gesto sia stato effettivamente suggerito alTAbsburgo dalla lettura di questa lettera ?
Felice Foresti - che indirizza il suo scritto, diretto alla sorella Caterina, alPAw. Baruffi di Crespino si limita ad inviare tutta una serie di saluti ai parenti e agli amici. Con pietosa menzogna, egli scrive che il clima di Bruma gli è confacentc, ma non può trattenersi dal confessare che ilprimitivo suo vigore .... se ne è andato. Curioso è il poscritto, nel quale raccoman­da come cosa importantissima che i suoi libri siano ben guardati dalla pol­vere e dalle tignole.
Brevissima e sufficientemente sgrammaticata la lettera del mite don Marco Fortini al fratello Giuseppe. Rassegnato cristianamente al.suo destino, tutto attendendo dalla bontà di Dio e dalla clemenza imperiale, anch'egli vuol essere ricordato a parenti ed amici, e particolarmente ai suoi confratelli nel sacerdozio, che scrive di amare e rispettare.
Costantino Munari, più che del proprio stato si occupa e si preoccupa della famiglia e delle sue condizioni finanziarie. Vuole che i familiari, per ri­sparmio di spese, vivano tutti uniti, ed è ansioso di conoscere l'esito di una causa intentata all'arcispedale di S. Anna in Ferrara. Guai se si perdesse ! esclama; e continua: Dessa è di già imperdibile per tutte le ragioni. Ma alle volte uno sbaglio di ordine, una negligenza usuale possono precipitare tutto. E nel dubbio, pensa già ad un ricorso in Appello: In fine c'è Revisione. Anche il Munari, come il Solerà, invita i suoi cari ad intercedere per lui presso l'Imperatore, al quale' egli accenna con frasi di rispetto esagerato, che evi­dentemente costituiscono per ripetere un'incisiva definizione usata dal Quattone a proposito della citata lettera del Maroncelli2) il passaporto del suo scritto agli occhi dei revisori; ma lo fa con tutta calma vorrei fin dire con metodo , indicando cioè a quali Autorità la supplica stessa debba
D) Soltanto al Pellico, convalescente dalla grave malattìa del 1823, fu concesso di scri­vere ai genitori il 28 gennaio di quell'anno; ma anohe quella lettera riprodotta dal Chiat­ton, op. cii., p. 337 fu trattenuta negli archivi di BrQnn. Essa è stata pubblicata anche dallo Spcllanzan, a p. 230 del suo commento olle il'/./*., Milano, Rizzoli, 1933. Le lettere in arrivo giusta un preciso ordine imperiale non dovevano esser loro né consegnate, né comunicate: di sei in sei mesi il Direttore della Polizia di BrQnn era autorizzato a darne loro una notìzia riassuntiva . Cfr. M* Pi capo LXXXm.
2) CIHATTONE, op. dL, p. .3.33, nota I.