Rassegna storica del Risorgimento

1824 ; CARBONERIA ; SPIELBERG
anno <1955>   pagina <385>
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Sei lettere inedite dei Carbonari polesani 385
inedite di F. Faresti a G. PaUavicìno Trivulzio, in Ateneo romagnolo, Fori], VII, 3-4, febbraio 1883; MAIOU GM Il fondatore della Società Nazionale: lettere di G. Pallavicino a F. Foresti, in Rassegna del Risorgimento, Roma XV 1, gennaio-marzo 1928; MARRARO H. RM Da Ponte and Foresti: the introduction oj ItalUm al Columbia, in Columbia University Quartlery, marzo 1937; MENGUINI M., Lettere di G. Garibaldi, Q. Filopanti, A. Lemmi a F. Foresti e lettere di F. Fo­resti a G. Lamberti e G. Mastini, Imola, Galeatì, 1909; SFORZA G., XXX lettere inedite (per nozze Hoepli-Porro), Milano, Allegretti, 1905; ZACCHERINI A., S. Pellico e F. Faresti, Imola, Galeatì, 1889.
Il FORESTI è autore di Ricordi sui Carbonari, sui processi del Veneto nel 1821 e sulle Vìt­time dello Spilbergo, pubblicati frammentari in appendice ai Martiri del VANNOCCI.
MARCO FORTINI
Amatissimo Fratello
Spielbergh 16: Marzo 1824.
Dopo una sì lunga privazione di farvi tenere qualche novella intorno del mio stato, ebbi pure finalmente anche questo bene. Malgrado a tante mie scia­gure mi trovo in salute grazie alla divina Provvidenza ed in si lungo tempo non ebbi alcuno rilevante incomodo.
Vi sarà ben facile Vimmaginarvi Vangustia del mio cuore, ignorando del vostro stato particolarmente, e della Cognata, nonché di tutti i miei sempre cari parenti ed amici. Con quanto trasporto di piacere approffittai di questa grazia di scrivervi, ben sicuro che il vostro buon cuore e quello di tutti i miei parenti avranno consolazione di sentire mie nuove; e la sicura speranza di avere un'a­mato vostro riscontro, che m'assicuri il buon stato di vostra salute che quello d'ognuno, che tanto ho a cuore m'anticipa il piacere, che al momento poi si arivà cótte lagrime del piacere.
Jo non ho mai disperalo della mia sorte; la confidenza in Dio soprattutto e la somma Generosità e Clemenza d'un si grande Monarca poranno fine alle mie lunghe disgrazie, e sto attendendo un più felice avvenire. Accogliete di cuore i miei più teneri abbracciamenti i miei saluti, fattene parte la buona e virtuosa Cognata i parenti tutti spezialmente il generoso amato Cugino Giovanni Monti sua moglie e figlia e parenti amici, j miei più distinti doveri all'Arciprete di Fratta, Capottano e Sacerdoti tutti, che amo e rispetto.
Frattanto amatemi e pieno di fraterno amore mi dico
Vostro Aff.mo fratello Marco Fortini. Al SigS Giuseppe Fortini Jtalia Regno Lombardo Veneto. Rovigo pf. Fratta.
Sul Fortini, oltre alla bibliografia generale, cfr. VANNUCGI, op. oit., cap. XXXVI; CHJAT-iroKB, op. cil., pp 354-67; BEMÌKTTATO, op. cu., p 56-70.
U Giovanni Monti, cugino di don Marco, non e certamente il carbonaro polesano con­dannato insieme col Fortini alla pena di morte e di poi graziato, perché nel 1824 quegli si trovava ancóra in detenzione nel castellò di Lubiana, uà so pure fosse stato prosciolto anzi tempo don Marco avrebbe potuto esserne informato.