Rassegna storica del Risorgimento

1824 ; CARBONERIA ; SPIELBERG
anno <1955>   pagina <387>
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Sei lettere inedite dei Carbonari polesani 387
individui della famiglia divisa, ed in comunione, e dite loro che carissima ne conservo la memoria, e che spero, per quanto le età rispettive lo permettono, di essere corrisposta, e per voi credetemi con tutta costanza
vostro amorosissimo fratello Costantino Munari al Pregiatissimo Sig.r Il Sig.r Doti.' Matteo Munari
Italia Provincia del Polesine di Rovigo. Colto.
Sul Munari, oltre alla bibliografìa generale, cfr. VANNTJCCI, op. ài., cap. XXXVli; QUAT­TONE, op. cit., pp. 456-60.
Ricerche eseguite nell'Archìvio dell'Arcispedale di S. Anna in Ferrara per il cortese interessamento del dott. A. C. Bellettalo che qui pubblicamente desidero ringraziare ci apprendono che la causa tra la famiglia Munari e l'Arcispedale risale al giugno 1800, data in cui tal Vincenzo Munari, verisimilmentc padre del Nostro, subentrò a tal Antonio Sarti nel possesso d'una casa sita nel comune di Castehnassa (Rovigo) di proprietà dell'Arcispedale, impegnandosi a pagare annualmente un certa somma a detto Arcispedale. Successivamente, essendosi sottratto a tale obbligo, fu convocato in giudizio nel 1813. La causa si trascinò sino al 1877, nel qua! anno una sentenza cancellava ogni ipoteca nei confronti di Camillo Mu­nari di Luigi, annullando una convenzione intercorsa il 27 novembre 1870 tra il Camillo e l'Ar­cispedale e la conseguente iscrizione ipotecaria registrata nell'Ufficio delle Ipoteche di Ro­vigo il successivo 30 dicembre..
GIOVANNI BACHLEGA
Preg. SigS Ant.
Spielberg li 16. Marzo 1824.
Giacché mi viene concesso di scrivere approfitto dell'occasione per parte­ciparle l'ottimo attuale mio stato di salute, e per pregarla d'informarmi del suo, e quello della di Lei, e a me sempre cara famiglia.
Avrei veramente dovuto dirigermi a chi per vincoli del sangue più da vicino mi appartiene} ma un amico, che sino dal primo fortunato momento ch'ebbi il bene di conoscere non ha mai cessato di colmarmi di favori, mentre quelli si erano di me dimenticati, ha senza dubbio, creoVio l'esclusivo diritto alla mia gratitudine ed affezione.
Sufficiente, e buona, anzi che nò, è sempre stata la mia salute da che tro-vomi quivi, almeno se eccettuar si voglia qualche piccolo incomodo proveniente più dal cangiamento delle stagioni che d'altro, come raffreddore o cose consi­mili. La rassegnazione colla quale ho procurato di adattarmi alla mia sorte, sebbene non sempre con poca fatica; e la ferma speranza che ho incessantemente nutrita nell'innata bontà, e clemenza del grazioso nostro sovrano, che egli degnarà dall'alto del suo soglio abbassare uno sguardo benigno sopra di noi infelici, sono senza dubbio state le cagioni che vi hanno efficacemente contribuito.
Non iscrivo al mio Procuratore mandatario Moregola, e perciò la prego se eli accadesse di vederlo, o di scrivergli, che raccomando a lui i miei piccioli