Rassegna storica del Risorgimento
1824 ; CARBONERIA ; SPIELBERG
anno
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1955
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pagina
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389
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Sei lettere inedite dei Carbonari palesarti 389
Dìo che è la stessa misericordia. Voi capite che in conclusione sono in piedi, ed in qualche salute, ma che sono indebolito, e logorato dalle mie sciagure.
Come state voi altri miei cari Genitori che ho resi tanto infelici ! Ah se poteste leggermi nel cuore, vedere quali attroci affanni io provo in pensando, per i miei erari ho privato due vecchi cadenti Genitori, del soccorso che erano in diritto di attendersi da un figlio, e figlio unico, che vi ho precipitati nell''infortunio, che ho sparsi di fiele gli ultimi giorni vostri, son certo che avreste di me pietà. Perdonatemi miei cari Genitori per amor di Gesù Cristo di tutto ciò, e quanto vi ho dato mai motivo di lagnarvi di me. Che se l'adorabile bontà del nostro Dio, se la generosità del nostro Sovrano mi riconducesse un giorno a piedi vostri, vi assicuro, che impiegherò i momenti tutti della mia vita per farvi scordare il figlio ingrato, e per farvi conoscere in tutto sempre colVajuto di Dio il figlio pentito, il figlio raveduto.
Lo stesso dico a te mia buona Teresa mia sfortunata Moglie. Perdonami, di più dirti non posso. Spero certamente che tu sarai coi miei Genitori, che avrai a loro ed a me data questa prova di virtuosa affezione; spero che la tua virtù, e le tue belle qualità, la tua religione sopratutto ti avrà sostenuto, e ti sosterrà in questi momenti di crisi, ma che sono i momenti in cui le virtù si mostrano quali sono. Tienti attaccata a Dio, e spera da lui tutto.
Ah miei cari Genitori e mia cara Teresa, che non devo io alla bontà di Dio, alla sua grazia ? Quali Forze non mi ha somministrato, e non mi somministra la religione, questa Santa religione, che è la mia consolazione il mio conforto ! Se doveste vedermi adesso spero bene, che benedireste Iddio di cuore.
Raccomandatemi sempre nelle vostre orazioni, e raccomandatemi alle orazioni delle anime buone perchè Iddio mi sostenga sempre colia sua grazia. Ricordatevi poi miei cari Genitori, e mia cara moglie, die io nulla posso fare per me, ma vói potete tentare tutto. Ricordatevi, che Vajfetto si mostra nei fatti, ed io imploro in nome di Dio il vostro instancabile ajuto. Ah che il nostro Sovrano è tanto generoso; se egli potesse leggermi nel cuore quanto son pentito, e quanto sarei buon suddito 1
Non vi dico nulla della mia situazione, e trattamento, voi altri dovete ben sapere dove sono, ed a che sono stato condannato. Da bravi fattevi animo, e cotta speranza in Dio manegiatevi per me. La Commissione mia uvea assicurato che si sarebbe interessata nei vostri ricorsi; Ah se il mio Sovrano sapesse, che se è vero quanto mi fu detto, due Commissioni aveano opinato, die io non avessi dolo, e che i miei qualunque trascorsi provenivano da esaltazione non maliziosa ma leggera ? Basta faccia Iddio.
Scrivetemi alungo, informatemi delta vostra salute, del vostro essere, ed anche del vostro stato Economico. Dio son certo vi assisterà in tutto, tutti. Per me indegnamente non manco di pregarlo mattina e sera per voi distintamente tutti, e tutte le volte, che mi accosto ai SS. Sacramenti. Datemi le nuove delle mie care Sorelle, dei miei Zìi, e Zie, Nipoti, Cugini, Cognati, e Cognate e parenti tutti, che ad uno ad uno mi abbraccerete assicurandoli che di tutti mi ricordo nelle mie orazioni. Non vi dico, e parlo di Amici perchè gli infelici non ne hanno, ma ricordatemi però ai miei santoli Campanari, ed alla cara Ester di cui con gratitudine ricordo sempre tra i miei benefattori; e ricordatemi pure al caro Sebastiano Girono, ed a Venturini, amici virtuosissimi le di cui massime morali vorrei aver sempre meglio calcolate. Baciate per me la mano al nostro degno P. Parroco.