Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; BELFIORE ; FONTI ; MANTOVA
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1955
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Giovanni Praticò
Vili Carteggio con gli italiani emigrati o irredenti; documenti relativi alle spedizioni di volontari in Sicilia e a sussidi loro concessi.
IX Lettere autografe di Garibaldi e di altri, concernenti l'azione governativa nella rivoluzione del 1860, con particolare indice.
Le lettere di Garibaldi sono 46, tutte autografe; vi è un rendiconto del Fondo Milione Fucili con il visto e l'approvazione di Garibaldi* Le altre lettere sono di Cavour (2), di Farini (1), di Medici (17), di Cosenz (12), di Bertani (8), di Crcssini (24), di Amari (7), di varie autorità governative, del governatore di Milano, del governatore di Brescia Dcpretis, del governatore di Como Valerio, di Fortini. Vi sono pure 34 lettere di G. Finzi ai colleghi del e Fondo Milione Fucili e un conto corrente dello stesso Finzi con il governo piemontese per la segreta missione, affidata a lui e a Besana, di tentare la provocazione di un'insurrezione a Napoli. Le altre restanti lettere sono di G. Gattoni, segretario della Direzione, a G. Finzi.
X Miscellanea riguardante il magazzino delle armi e il resoconto finale.
XI Registri della direzione del Fondo fucili Garibaldi . Dell'Archivio Finzi, prima ancora che venisse donato all'Archivio di
Stato, andò perduto, forse bruciato, un pacco di lettere importanti di Cavour, come appunto ebbe a dichiarare per iscritto lo stesso donatore.
Nel 1912 il Luzio ottenne ancora in dono, per l'Archivio di Stato, dagli eredi del dott. Giulio Tambelli, uno dei Mule, un gruppo di altri documenti garibaldini.
Tali documenti sono costituiti da:
Dodici lettere e dispacci di Enrico Cairoli dall'anno 1863 al 1865; due lettere di Adelaide Cairoli degli anni 1862 e 1863; tre lettere di Benedetto Cairoli degli anni 1864 e 1865; due lettere di Clemente Corte del 1863; due lettere di Bonne-t, il salvatore di Garibaldi nel 1849, entrambe del 1864; tre lettere di G. Guerzoni del 1863, indicanti il programma che Garibaldi si proponeva di svolgere a favore dei Polacchi in quell'anno; due bigliettoni scritti da G. Ad a moli durante la campagna del 1866 nel Trentino; tre lettere di G. Tabacchi degli anni 1863 e 1864; quattro lettere di altri garibaldini degli anni 1863 e 1864; appunti vari; circolari e atti vari dei Comitati garibaldini di Genova, di Pavia degli anni 1861-63, con firma autografa di S. Canzio e di F. Bellazzi; documenti militari personali.
Il prof. Eugenio Masè Dari, attuale presidente dell'Accademia virgiliana, nel 1912 donò aU'arohivio un gruppo di documenti del 1848-49. Sono memoriali che i deputati della Congregazione municipale inviavano all'Imperatore, ad alte autorità del governo centrale e locale per rappresentare le tristi condizioni di Mantova ed ottenere una mitigazione delle imposizioni.
Una lettera, donata nello stesso anno dal cav. Giuseppe Lanzoni, descrive gli eccessi che soldati austriaci avevano commesso a Sermide nel 1848.
Un dono sta a testimoniare di quale fine tatto fosse dotato il Luzio, di quale fiducia sapesse godere. La marchesa Giuseppina Raimondi, seconda moglie di Garibaldi, possedeva carte di estrema delicatezza, la storia di un intimo dramma che per molti anni la torturò.
Queste carte concernenti l'infelice matrimonio, furono affidate alla sicura discreta custodia dell'Archivio di Stato di Mantova.
Un notevole incremento alle carte garibaldine fu portato dal liberale gesto di Enrico Acerbi, il quale fece dono dei preziosi documenti provenienti