Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; BELFIORE ; FONTI ; MANTOVA
anno <1955>   pagina <398>
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Giovanni Praticò
H numero complessivo degli atti dell'intero processo Ronchi ammonta a 3845, contenuti in 18 cartelle.
Gli atti della Corte sono conservati in 83 cartelle numerate e fornite d'inventario.
Le cartelle dal numero 15 al numero 19 contengono gli atti del processo di P. F. Calvi e la cartella numero 73 contiene un portafoglio sequestrato e la corrispondenza formante corpo di reato.
Gli atti riservati della Delegazione provinciale, ritornati da Innsbruck, sono distribuiti in 159 buste e sono corredati di 52 protocolli e di una rubrica per gli anni dal 1825 al 1853. Sono di particolare carattere politico e vera­mente importanti per la storia del Risorgimento. Da essi bisogna prendere le mosse per la ricostruzione del processo contro i Martiri di Belfiore.
Tra gli atti dell'I. R. Casa di pena si trova un voluminoso fascicolo dal 1856 al 1857, concernente la fuga di Felice Orsini.
In un Registro nonienclativo dei detenuti nelle carceri del Castello in Mantova figurano, insieme ai detenuti per reati comuni, anche i Mar­tiri di Belfiore. In altro registro dei soli detenuti politici dello stesso car­cere vi si trovano con a fianco l'indicazione del giorno e dell'ora in cui furono consegnati al profosso stabale perchè condannati a morte.
Un registro della Delegazione provinciale, denominato Prospetto degli individui della città e provincia di Mantova, i quali siccome resi osservabili per parte presa ai trambusti politici 1848, e massime spiegate successiva­mente pure in senso antipolitico fornisce i seguenti interessanti profili bio­grafici sui congiurati mantovani o residenti nel Mantovano.
Don Enrico Tazzoli: Di carattere sostenuto, tenace ed irremovibile. Già professore per anni in questo Seminario vescovile. Dotato di molta capacità e lumi e versatissimo nelVarte oratoria. Le sue relazioni e i suoi rapporti sono e furono coi più esaltati e con tutti gli affigliati di mene sovversive. La sua posi" zione è quella di un consumato ed avveduto ribelle. Già prima del 1848 fre­quentando le piU sospette conversazioni di Mantova veniva ritenuto di sentimenti ostili al legittimo Governo. Sviluppate quelle vicènde si addimostrò caldo par­tigiano della rivolta, quantunque non sia venuto nella sua specialità a vie di fatto. Nel novembre 1848, in occasione di un suo sermone in questa Cattedrale usò espressioni offensive che alludevano alVI. R. Armata. Fu posto agli arresti. Venne anche or sono alcuni mesi arrestato siccome fortemente ed urgentemente indiziato di diffusione di scritti sediziosi, proclami cartelle mazziniane, membro di un secreto Comitato democratico. È uno dei più. pericolosi soggetti.
Pei fatti fino al novembre 1848 non ebbe nò processo nò penalità. Pas­sato quell'arresto correzionale non soffrì ulteriori spiacenze. Ora trovasi agli arresti per recenti meno e pende tuttavia il processo.
Con sentenza 13 p. p. Novembre fu condannato a morte da eseguirsi colla forca, sentenza che confermata da S. E. il Feld-Maresciallo Conte Radetzky fu eseguita il giorno 7 Dicembre, come alla Notificazione di detto giorno di questo X. R. Comando di Fortezza,
Bono don Ferdinando di Castiglione delle Stivierc: D'anni 29 già Pro fessore di questo Seminario vescovile, erudito e di capacità: Di temperamento che a prima vista sembra irascibile e tenace, ma poscia pieghevole; fornito di capacità ed lui relazioni con altri individui Sacerdoti e Professori, e segnata