Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; BELFIORE ; FONTI ; MANTOVA
anno <1955>   pagina <400>
immagine non disponibile

400 *iovanni Praticò
Gùidìzzolo. Le sue relazioni e i suoi rapporti sono limitati a studenti della sua età ed a qualche professore.
Nulla prima e durante il 1848. Orsono alcuni mesi venne convinto di avere comperato dal Sacerdote Bosio, con cui si trovò in una casa, una cartella Mazziniana. Trovasi compreso nel pendente processo.
Pél recente reato trovasi carcerato e pende procedura.
Acquisto di una cartella Mazziniana; posto in carcere, e posto in libertà a sensi della Sovrana amnistia del 19 marzo 1853.
Ferrari Aristide di Carlo di Mantova: Di carattere impetuoso ed ardito. Conosce bene la sua professione di Ingegnere e vi gode stima. Le sue relazioni e rapporti erano con principali capi della rivolta della provincia di Mantova. Maniiensì tuttavia in intrinsichezza con esaltati.
Fu nel 1848 caldo partigiano per la rivolta. Prese Varmi fra i ribelli. Riconquistate le provincie andò in Piemonte e Romagna sempre combattendo contro la legittima causa e fece ritorno da quest'ultimo paese nel settembre 1849.
Amnistiato, non ebbe nò processo nò penalità.
Risultò membro della società segreta ed altro dei correi nell'attentato assas­sinio dell'I. R. Commissario Rossi. Si rese fuggiasco ed a sensi della Notifi­cazione 19 marzo 1853 giudicato in contumacia.
Fernelli Ferdinando Domenico di ignoti genitori, di Mantova: DHndole e temperamento mite, ma facile- ad esaltarsi ed a scaldarsi. E agente di com­mercio e ne conosce bene la partita. Le sue relazioni e li suoi rapporti sono con esaltati, quantunque di non elevata portata. Vive convenientemente, faceva buona figura in società coi proventi della sua professione.
Prima del 1848 nulla in speciale suo aggravio. Nette quelle vicissitudini fu caldo per la rivolta. Prese Varmi nel corpo dei Bersaglieri mantovani, com­battè in Lombardia, Piemonte e Romagna da dove fece ritorno nel settem­bre 1849. Ultimamente anzi nel 16 giugno p. p. fi arrestato per titolo di alto tradimento e trovasi tuttora sotto processo.
Nulla per ciò che concerne il 1848.
Pel delitto d'alto tradimento fu condannato mediante sentenza 3 marzo 1853 alla pena di morte e ridotta in via di grazia a soli 16 anni di carcere in ferri
Frattini Pietro di Gio. Battista di Mantova: Di carattere violento ed ardito. Di condizione scrittore privato. Ha relazione e rapporti con esaltati, e fece molte conoscenze in varj siti ove ebbe a combattere. Ora è alquanto guar­dingo. La sua posizione civile è quella dell'uomo mezzo educato pieno di idee e privo di mezzi.
Si dichiarò nel 1848 molto propenso per la causa ribèlle, prese Varmi contro il legittimo Governo, si ritirò al V estero all'alto della rioccupazione e rientrò dopo Vamnistia anzi dopo il settembre 1849, storpio per avute ferite.
Pel delitto d'alto tradimento fu nella mattina del 19 marzo 1853 impiccato.
Finzi Giuseppe quondam Abramo di Bivarolo: Di carattere facile alla simulazione e molto avveduto, ma in sostanza prepotente. Le sue relazioni e rapporti sono molto estesi e cadde in sospetto di favorire la clandestina corri­spondenza della propaganda. La sua posizióne civile è quella di un ricco ed