Rassegna storica del Risorgimento

BELFIORE ; MORI ATTILIO
anno <1955>   pagina <411>
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La congiura di Belfiore nelle memorie inedite, ecc. 411
quasi un secolo di distanza dagli avvenimenti, il Mori ritorna alla vita collo sue memorie e dà un contributo del più alto interesse alla storia della cospi­razione e degli uomini che l'hanno vissuta.
Il Mori ebbe successivamente a compagni di cella il conte Montanari di Verona e il dottor Rossetti di Lodi, due splendide figure di patrioti che ci fanno sollevare l'animo dopo le infamie del traditore.
Negli ultimi due mesi della sua prigionia a Mantova, divise la cella col conterraneo dottor Nnvolari, poi compagno nella fortezza di Josephstadt, ove furono inviati con altri a scontare la colpa di aver troppo amata la Patria. Il Mori, che era stato condannato a morte, ebbe commutata la pena a 15 anni di carcere in ferri. Amnistiato, con gli altri concaptivi, nel dicembre 1856, ri* tornò nella sua città ove disingannato degli nomini non delle idee dice un suo biografo che lo conobbe continuò silenzioso nel duro apostolato. Sudore, fatiche, affetti, agi, denaro, tutto donò magnanimo all'avvenire che si maturava.
Nel 1859 riparatosi a Gazzuolo piccolo paese a 20 chilometri da Mantova, nel quale pochi anni dopo doveva riposare per sempre vi respirò aria di libertà a seguito della fortunata campagna che aveva liberato anche quella parte della provincia.
Ivi fu richiesto dal Governo e per lui dal H. Questore di Bozzolo a far conoscere se abbia fondamento l'imputazione già fatta dalla pubblica voce a Luigi CasteHazzo di aver con aperte deposizioni in giudizio nel famoso processo politico del 1852 dato adito a far perire sul patibolo alcuni patrioti..., a voler dare informazioni sul proposito, ritenendo che avrà avuta occasione di conoscere se il suddetto individuo siasi realmente macchiato di sì enorme tradimento e aggiungere informazioni sulla condotta del CasteHazzo poste­riori a quell'avvenimento. A tambur battente, il giorno stesso, il Mori ri­spondeva con la seguente lettera, mirabile per la fierezza e per l'onestà del giudizio:
Al motto Onorevole Sig. Dott. Gamba
R. Questore Distrettuale
in Bozzolo
Il di Lei pregiato fogliò in data del 28 del corrente mi è ampio attestato di stima, e nel proferirgliene la più- sentita gratitudine, mi dispongo ad evadere coscienziosamente alla di Lei inchiesta, sebbene mi senta commuovere Vanimo nel richiamare al pensiero la triste catastrofe del processo a cui appartenni, e nel quale Vira Austriaca ebbe a svilupparsi e dimostrare coi fatti, cioè coli'arbitrio e colla tortura, Vefferatezza del Governo. Alcuni dei processati indeboliti durante Vin-quisìzione dall'isolamento, dalia scarsezza di un cibo ributtante ed insalubre, non seppero conservare il segreto a fronte alle minaccio, alle suggestive, alle gesuitiche e scaltre promesse ed altre arti infernali tolte dal codice dell''inquisizione pretina,
Neil'accennare come venne trattata la procedura, intesi predisporre il di Lei animo il più- mitemente possibile verso al CasteHazzo del quale, essendone stato amico, mi duole l'animo neW imprendere i cenni biografici che Ella mi lui chiesti.
CasteHazzo Luigi di Mantova venne da natura dotato d'ingegno distinto, ed amante dello studio si associò coi giovani che emergevano per moralità, per mente e cuore. Le idee liberali e d'indipendenza inaugurate dai martiri della Patria, erano in quelVopoca all'ordine del giorno della colta gioventù e così il CasteHazzo