Rassegna storica del Risorgimento
CALVI PIER FORTUNATO
anno
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1955
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pagina
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428
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IN MARGINE ALL'ARRESTO DI PIETRO CALVI
(DOCUMENTI INEDITI TRENTINI)
Legato direttamente o di riflesso al movimento risorgimentale italiano il Trentino, questo estremo lembo d'Italia non appare estraneo neppure a quelli cbe tra il 1851 e il 1855 portarono alcuni capi animatori nelle segrete di Mantova e sulle forche di Belfiore. Ha rivelato per primo, con alcuni documenti, le vicende e le sofferenze dei trentini che vi ebbero parte, Alessandro Lmrio nel capitolo: Prigionieri trentini, milanesi, bresciani nel Castello di Mantova già nell'edizione del 1905 del suo Martiri di Belfiore e il loro processo fonte ancoT oggi di notevolissima importanza. Vennero cosi in luce la torturante detenzione dei fratelli Iginio e Giuseppe Sartena ') di Predazzo, arrestati nel 1852, rimessi in libertà due anni dopo scossi nel fisico e il minore anche nella mente, del medico Giuseppe Clemente Clementi di Lavis, arrestato nel dicembre del 1853, liberato il 2 ottobre 1855 in fin di vita e che si spegnerà all'indomani della liberazione all'ospedale civile di Mantova, vere tempre di cospiratori che seppero opporre agli aguzzini un cauto ma dignitoso comportamento. Già nel 1849 quelle carceri avevano ospitato un altro trentino Oreste Bronzetti, il fratello di Narciso e Pilade, i caduti di Treponti. e di Castel Morone, sotto l'accusa di alto tradimento su trame di accuse che servivano a mascherare una miserevole rappresaglia di quel commissario di Polizia. Oreste non aveva ancora quattordici anni e li compirà tra quelle mura con 25 colpi di bastone sulla schiena!2)
Né possiamo prima di entrare in argomento, di cui il titolo della breve comunicazione, non ricordare le origini trentine del protomartire di Belfiore: di don Giovanni Grioli, la cui madre era nata a Rovereto: Livia Nardini di Giovanni, battezzata nell'arcipretale di San Marco, forse figlia di quel Giovanni sellaio bidello del Club giacobino di Rovereto e che fu espulso nel 1793 per tale carica, 3) di don Enrico Tazzoli, che il pronipote Tullio Urangia Taz-zoli in una recente monografia su don Enrico fa ascendere al ceppo trentino di Nago, ameno paese sulla riva settentrionale del Garda a tre chilometri da Riva.*)
) Pietro Pedi-otti nel 1934 davo alle stampe gli atti processuali conservati nell'Archivio di Stato di Mantova nella Collana di Studi del Museo Trentino del Risorgimento: // Processa dei fratelli Iginio e Giuseppe Sartena, Trento, Tip. Mutilati. Iginio fu arrestato il 14 dicembre 1852, Giuseppe il 9 gennaio 1853.
2) P. PEmiora, I fratelli Bronzetti, in Coli. Studi feit., Trento, Tip. Mutilati, 1934,
a p. 39<
3) Notìzie più ampie nulla madre di don Giovanni Orioli oltre che nell'opera di Alessandro Lazio vedi Alba Trentina, Milano, 1921, fase. 3. G< Chini dà notizia che Livia Nardini di Giovanni fu battezzata appunto a Rovereto nell'arcipretale di San Marco il 19 ottobre 1793 do don Bari. Menotti padrino Clemente Gabelli.
Sul Club giacobino di Rovereto vedi A. ZJEGEH, Bagliori unitari ed aspirazioni nazionali (Ì751-J797), Milano, all'Insegna di Pollado ma stampata a Tronto, Tip. Mutilati, 1933.
4) T. IIHANGIA TAZZOU, Don Enrico Tozzoli e i suoi tempi, Bergamo, Sccomundi, 1951.