Rassegna storica del Risorgimento
CALVI PIER FORTUNATO
anno
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1955
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pagina
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431
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In margine ali'arresto di Pietro Calvi 431
zelante agli occhi del Wanczcck, e non sufficientemente pronto nelle indagini. L'arresto portò a perquisizioni e interrogatori di alcuni trentini, i quali se non tutti legati da previe intese col Calvi sarebbero però stati pronti ad aiutarlo. Certamente, come del resto è già noto, due sono i trentini che avevano collaborato di concerto: i fratelli Clementi, Luigi nella Svizzera in stretto contatto con Mazzini e Giuseppe, medico a Segonzano, colui che dette ospitalità a Carlo Rudio nella vana attesa del Calvi e compagni.
Un rapporto urgente arrivava alla Polizia di Trento da quella di Inn-sbruck nello stesso giorno in cui doveva avvenire la cattura e cioè il 17 settembre chiedente i connotati di Luigi Clementi già noto alla Polizia per la sua attività rivoluzionaria dal 1848 e per le segnalazioni di quella svolta in quei mesi nella Svizzera quale emissario mazziniano in procinto di mettere in esecuzione qualche piano contro l'Austria. Esso, scrive il Waneczek, è un particolare nemico dell'Austria e uno spregevole uomo che tenta nella sua scaltrezza di varcare gli Stati austriaci sotto falso nome per mettere in esecuzione un piano nemico, nell'interesse della rivoluzione (P. r. n. 845).
Documento che conferma come in quei giorni il confine fosse particolarmente sorvegliate e come ogni forestiero che sostasse in quei piccoli centri alpestri non sarebbe passato inosservato. Tanto più che nei passati giorni il ricevitore (Einnhemer) di Taufers aveva osservato il movimento di cinque profughi politici austriaci aggirantisi da Zernet verso Santa Maria con l'intenzione di penetrare nel Tirolo (P. r. n. 857). Il Khautz inviando pochi dati tolti da un vecchio passaporto si scusa della scarsezza degli stessi. Glieli invierà più completi il Waneczek stesso più tardi il 25 ottobre avuti da un conoscente dello stesso Clementi, sottolineando come questi avesse un segno particolare e cioè la mancanza di una falange del dito medio della mano destra: pregando comunque ancora il Khautz di vedere di completarli con nuovi rilievi (P. r. n. 976).
La prima notizia dell'avvenuto arresto è data dal sostituto procuratore di Gles, Hammerle, che a sua volta, ne è stato informato dalla Gendarmeria di Pellizzano la stazione più vicina a Cogolo. In quest'oggi, scrive l'Ham-merle al Procuratore di Stato di Trento, la Gendarmeria di Pellizzano praticò l'arresto di 4 profughi od emigrati politici del partito democratico presso i quali ai rinvennero proclami, istruzioni e corrispondenze originali di Kossuth e di Mazzini. E siccome da annotazioni sopra il libretto da viaggio e portafoglio di uno di essi si trovarono annotazioni per le quali sembra avessero avuto l'indirizzo del doti:. Paride Ciolli da rinvenirsi alla prima osteria di Caldes e di certo medico condotto dr. Antonio, così emergendo sospetto di cattivi sentimenti il dr. Angeli di Pellizzano in Val di Sole ho creduto bene di incaricare la I. R* Gendarmeria di praticare una perquisizione e l'arresto interinale di tutti due evitando la pubblicità. Riguardo a quei quattro non si crede di assoggettarli a costituto sommario interessando la sollecita tradotta a codesta
I) Noii ci soffermiamo ti dare biografia e ourrUndum w'tàa dei fratelli Clementi sui quali lm pubblicato uno stadio Fletto Pedrotti per Studi Trentini di Schmzc Storiche, Tronto. 1952 a p> 170. Ricordiamo che i fratelli Clementi erano cinque, tre manchi e due femmine: Carlo giudice a Pergiue, eletto deputato nel 1848 a Vienna, difensore dei diritti nazionali del Trentino, morto nel 1849, Giuseppe Clemente medico a Segonzano, Luigi ex cancelliate a Stenfco, Carolina andata sposa al medico patriota Pietro Zanella, e Elisabetta.