Rassegna storica del Risorgimento
CALVI PIER FORTUNATO
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1955
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Bice Rizzi
Per Venezia: anni 30 circa: statura alta snella, capelli castani scuri, occhi cerulei, naso regolare, bocca piuttosto grande. E il rapporto precisa che il Calvi, alla fine di giugno, si sarebbe trovato sotto il nome di Fortunati a Zurigo col Colonnello ungherese Turr che pure aveva assunto altro nome e precisamente quello di Borguzzi (21 settembre 1853 A. Pres.).
Sul taccuino del Calvi figurava tra i vari nomi quello di un Borgazzi da Trento mai rintracciato dalla Polizia: non sappiamo se sarebbe azzardato pensare ad una confusione dei due nomi per l'errata grafia o sua interpretazione.
Intanto il Waneczek mette in guardia il Khautz nel caso che gli individui arrestati non fossero quelli segnalati dal signor Ricevitore di Taufers onde disporre adeguate misure accennando in un poscritto come il 13 settembre scorso fosse stato osservato sul confine un trasporto con casse contenenti: fucili nuovi (21 settembre 1853 P. r. n. 857). Il Khautz risponde di non aver dubbio che gli arrestati sieno quelli segnalati, ma insiste nel ritenere che sotto il nome di Pietro Giuli si nasconda Luigi Clementi (Minuta sul retro in data 22 settembre). Le indagini per rintracciare il vero nome del Giuli furono molto laboriose in quei primi giorni ed il Khautz anche in un suo susseguente scritto (27 settembre P. r. n. 869) insiste nel volerlo identificare col citato Clementi. Fu solo il 7 ottobre che il Direttore della Polizia di Trento si arrenderà e precisamente al giungere d'un dispaccio del Waneczek: Oreste Fontana gli scrive ha qui al momento della partenza confessato che il quinto compagno di viaggio indicato col nome di Pietro Giuli è Francesco Chinelli di Brescia mentre può anche aggiungere d'averne dato subito notizia alla Polizia di Milano e di avere già avuto la notizia che il Chinelli è stato arrestato a Edolo (P. r. n. 916).
Il 25 settembre il "Waneczek ricapitolando la situazione dalle indagini e dai risultati finora a sua conoscenza fa pressioni sul Khautz perchè si voglia servire di ogni mezzo soprattutto di confidenti per scoprire la portata del progettato piano. Due cose sono ormai chiare, che i quattro emissari arrestati preparavano la rivoluzione nel Lombardo Veneto e che Luigi Clementi è in gioco in tutta questa faccenda. Non ha però potuto ancora chiarire se per il Sudtirol agisca un altro capo o sia lo stesso Mazzini. Non badi quindi a spese che gli saranno rifuse sui fondi del Consigliere Ministeriale Conte Terlago e indaghi senza lasciare nulla di intentato per conoscere i 1- gami e la complicità degli individui segnati sul taccuino del Calvi. (P. r. n. 868) App. n, 2).
Frattanto lo ZiHer, Dirigente la Procura, inette al corrente il conte Terlago che l'inchiesta affidata al giudice Dalla Rosa per il rintraccio dei complici supposti di Lavis e Pressano ha dato esito negativo (21 settembre 1853, A. Pres.)
Ma il Direttore della Polizia enipontana non si dà pace e sollecita di nuovo il Khautz perchè vengano individuate le persone di cui il notes del Carvi, la casa Clementi segnata in un disegno trovato addosso allo stesso e il misterioso Carlo a cui il servo Pero avrebbe dovuto poi indirizzare il Calvi. Mi è alquanto strano soggiunge il Waneczek con una velata punta di scontento, che finora non mi sieno ancor giunte relazioni su tali circostanze (29 settembre 1853, P.r. n. 883).
Finalmente il Waneczek è parzialmente soddisfatto: il Capitano Distrettuale gli ha fornito quanto gli interessava e pur immaginando che questi