Rassegna storica del Risorgimento

CALVI PIER FORTUNATO
anno <1955>   pagina <436>
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Bice Rizzi
cosa doveva pur fare nella sua delicatissima e vigilata posizione. Diciamo moderatore, ben lungi dal volere vedere in quel direttore un difensore dei patriotti italiani-trentini.
La Procura di Stato di Trento aveva frattanto esperito delle indagini sul forestiero che aveva saltuariamente soggiornato in casa del chirurgo Cle­menti a Segonzauo (la prima segnalazione le era giunta, come apprendiamo da una minuta dello Ziller al Luogotenente di Innshruck, dal Capitano Di­strettuale di Cavalcse [A. Pres.. prot. n. 642]) e ne informava il Khautz trascri­vendogli anche il rapporto della Gendarmeria di Cembra che aveva la giu­risdizione su Segonzano: H firmato, scrive il capoposto, si portò dal detto Clementi e lo interrogò in proposito da che rispose di averlo ritrovato un giorno nella montagna di Se vignano che colà passava ritornando per affari di suo servizio in cui parlando insieme il Clementi venne a conoscere il mede­simo per uno svizzero e lo interrogava se conoscesse un suo fratello Clementi che dimora in Canton Ticino, e gli rispose il foresto di non conoscerlo, ed in questi discorsi si inviavano verso la casa di detto medico: il Clementi interrogò il foresto quale era il suo scopo da queste parti ed il foresto consegnò nelle mani del medico il suo passaporto dove conosceva che il suo nome era Antonio Moretti da Canton Ticino, d'anni 20, di professione mineralogista che si era portato da queste parti per rintracciare delle pietre verniciate che gli fu indi­cato che per le montagne di Vigol di Fassa, delle medesime si ritrovava, di più dopo aver dimorato alquanti giorni nella casa del detto chirurgo si portava per quelle montagne e ritornando dopo alquanti giorni, dimorò altri due o tre giorni per ripartire il 29 settembre per la via di Bolgiano ove il suo passa­porto il medico dichiara che era stato vidimato dalle autorità di Bolgiano, dal quale si dirigeva verso Canton Ticino ed al presente si crede sia arrivato in Svizzera, altri rilievi non si può ricavare (2 novembre 1853, P. r. n. 1013). La versione data dal Clementi non poteva dare materia sufficiente al suo arresto se altre circostanze, e specie dopo Pesame accurato delle lettere del Mazzini al Calvi *) (in una di queste si accennava come questi avrebbe dovuto lasciare poi al Clementi alcuni militi onde chiudere i passi del Tirolo ), non avessero coinvolto anche lui che venne arrestato insieme alla sorella Elisa­betta il 19 dicembre ed il 23 trasportato a Mantova mentre la sorella veniva rimessa dopo poco in libertà. Il Khautz richiesto se un tale Moretti fosse passato da Trento risponde negativamente (Minuta sul retro). Effettivamente il Rudio che, come è noto, si nascondeva sotto il nome di Moretti e doveva tenere i collegamenti tra il Calvi e compagni e l'Agordino, avuto qualche sen­tore ed impressionato del ritardo dell'arrivo dei congiurati, prese la via di Salorno ed attraverso il passo di Martinsbund raggiunse la Svizzera il 2 ottobre. Il 26 dello stesso mese il sostituto Procuratore di Cles inviava alla Polizia di Trento due assegni sul Tesoro nazionale ungherese così qualificati e com­mentati: boni di Ludwig Kossuth dell'imprestilo rivoluzionario ideato dallo stesso durante il suo soggiorno negli Stati Uniti d'America rinvenuta sulla pubblica strada di Pellizzano da una guardia boschiva cosa alquanto improbabile Bpecialmente quando si volessero ritenere quei boni smarriti da altro degli Emissari arrestati già avanti molto tempo. Accresce il sospetto
*) Vedi: BOCCAZZI O FABBRO, M Calw clt., pp> 101-104.