Rassegna storica del Risorgimento
CALVI PIER FORTUNATO
anno
<
1955
>
pagina
<
437
>
In margine all'arresto di Pietro Calvi 437
che più di recente dev'essersi occupato collo smercio di simili boni la circostanza ch'essi portano i numeri 9089-9090 in modo che sembra che quegli da cui provengono tenesse una serie progressiva... (P. r. n. 980).
Figurano inoltre tra il carteggio del 1853 un grosso plico di costituti (P.r. n. 1005) dei sospetti complici agordini Paganin, Dalprà, probati poi arrestati; del farmacista Piovan e della ostessa di Agordo, Marianna Paradisi, nativa di Iivinallongo, nonché di Giuseppe Guberti (come lui si firma) ma sempre menzionato come Gubert negli atti austriaci, nativo di Agordo cugino del Paganin ma abitante a Trento. Era traesti, scrive la Procura, studente privato presso l'Università di Padova che fu, fuori per l'anno 1851 diurnista presso la locale Giudicatura Distrettuale indi per qualche mese presso la Procura di Stato e che dappoi è passato quale scrittore nello studio dell'avvocato Ducati. Questo giovane, continua la relazione destinata alla Polizia di Trento che non corrispondeva gran affatto nel servizio quand'era presso la Procura, lo veggo ora già da molto tempo in relazione con persone note avverse al governo, mostra una cattiva condotta morale, in ogni sua apparenza un contegno sfacciato e petulante. Ma né dalla perquisizione né da altre indagini emersero prove incriminabili per cui dopo oltre un mese di detenzione, per carenza di materia punitiva, fu messo in libertà (28 settembre10 novembre 1853, P. r. n. 874-875). Subirono altri interrogatori i trentini Giovanni Degasperi, Pietro e Federico Martini (A. Pres. 22 settembre 1853) ed uno particolarmente lungo l'aw. Angelo Ducati, esponente di primo piano nella lotta contro l'Austria, specie sui suoi rapporti col Montanelli di cui la lettera trovata nella perquisizione effettuata nella casa del dott. Angeli (25 ottobre 1853, P. r. n. 972).
È facile immaginare quali ore e giorni doppiamente angosciosi abbia portato in molte case trentine l'arresto di Pietro Calvi e dei suoi sventurati compagni con la più grave conseguenza, anzi mortale per Giuseppe Clemente Clementi sulla cui tomba poco discosta da Belfiore venne per anni a versare le lacrime del suo inconsolabile dolore la sorella Elisabetta.
In questa Mantova, <c città virgiliana per l'anima di SordeHo e per Belfiore due volte immortale , ci è grato chiudere accostando il nome glorioso di Pietro Calvi a quello più modesto del trentino Clementi che il carcere consume ma non piegò.
BICE RIZZI
I) I citati venti apparvero in un'ode della poetessa trentina Luisa Anzoletri, scritta per l'offerta delle campane a Trento e Rovereto da Mantova (asportato dagli Austriaci) dopo lo guerra di Redenzione. Nel 1903 la stessa aveva pubblicato net periodico mensile In Cammino* Milano, Alcuni', follerà dì Tónta Arrivabile in occasione del Cinquanteiimo Anniversario di Bel-fiore. Estr. di pp. 30 presso Cagliati.
In detto unno. 50.ino dei Martiri di Belfiore, il Veloce Club Trentino sì fece promotore d'un pellegrinaggio a Mantova recando una corona all'ara dei Martiri. Vi parteciparono circa 5 mila trentini ricevuti a Mantova da trionfali accoglienze.