Rassegna storica del Risorgimento

CALVI PIER FORTUNATO
anno <1955>   pagina <439>
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In margine air arresto di Pietro Calvi 439
Doc n.
P. r. 886 Illustre Signore,
L'immortale fama Illustre Signore che reca in tutù i lati della colta Europa Folte sublimi prerogative che adornano la gran mente ed il pensoso cuore di S. V. come Veroiche gesta che ne1 due passati anni di rivoluzione la segnalarono e La tramandarono a posteri- sì grandi virtudi esercitarono sul mio cuore tale soave e stupenda impressióne e tal sentimento d'ammirazione per la S. V. tanto bene-merita all'infelice patria nostra Italiana che dopo tanto soprassedere mi è forza esprùnerLe in questa mia prima che ardisco inviar Le. Né io impunemente ipres-sochè nel giorno 9 agosto 1848 avendo io avuto la bella sorte di fare la di Lei per­sonale conoscenza di cui era tanto tempo desideroso, nel mentre come prigioniero stava per entrare a Trento unitamente a di Lei compagni alarmi Tende Ghirardi, Giuseppe di Bibiena in Casentino Ten.te Ferrando Giuseppe di Livorno, Ten.te Floridi Francesco di Firenze V. S. onorarmi eziandio della sua confidenza e famigliarità.
Diffatti se si rammenterà la S. V. allorché nel sobborgo di Trento incontro unitamente ai suoi Commilitoni aWalbergo delle Due Chiavi, io con altro amico mio tosto salimmo ad abboccarLa e ci ammise ad un abbracciamento e colloquio veramente amichevole e seco Lei ci trattenemmo finché furono dal Comandante di Piazza Ballarmi traslocati nel Seminario assegnole (sic) per domicilio di quel giorno. V. S. eziandio non ignorerà il magnanimo sentimento di riconoscenza che mi comunicò in quell'incontro nel vivo desiderio di abbracciare e ringraziare quel tale che quattro mesi prima salvo Ila cotanto prezioso-vita che per magnanimo zelo della libertà italiana arrischiò fra le mura di Trento e che nelle ore del dopo pranzo Le presentai nella persona soddisfattissimo del mio amico Demetrio Bor-mioli ufficiale d'ordinanza della Civica in quel giorno e del Dr. Alessandro Amorth posto all'ispezione del ponte di San Lorenzo che scaltramente levatala dalla mano della polizia guidoUo al corpo di guardia. Rammento con sommo pia­cere la stessa sera in cui V. S. degnossi di passare la notte onorandoci interve­nendo ad una cena frugale ma colorita d'amici in cui ebbi il favore sederle a destra intrattenendoci nei fatti strepitosi di speranza di quell'epoca finché giunto il primo mane, fu costretto continuare il viaggio per dove il Si più non suonava.
Ma trascorsi pochi giorni reduce dalla prigionia dell'Enno già consumato un lungo meditato inaudito esecrato tradimento per parte d'un principe italiano solo di nome, in cui VItalia ripose Ut sua salvezza, nel giorno 26 agosto ebbi ancora la fortuna in Trento di riabbracciarla * come me gli amici commossi per tanta sciagura di trattenermi con alcuni amici a confortarci finché in salita la diligenza con altri a me noti Commilitoni alla presenza di buon concorso di Cittadini desi­derosi di veder La Le diedi l'ultimo abbracciamento e addio, fidandole fra le mani (pel cuore) il mio nome sopra un pezzo di carta scritto in matita. D'allora in poi con massimo giubilo la S. V. trasportata onorevolmente dal consesso Italiano, specialmente dótta patria (Toscana) riconoscente alla dittatura di Livorno e poscia al primo seggio di Toscana in Firenze e di là volgere a tutta Italia le voci ed il .consiglio gettar la Costituente onde curar nella tradita Italia la ferita letale pani' cida del pili nero principe che nuUameno dopo tanti ravvivati sforzi sui campi di Novara con altro strategico colpo la estinse per cui a S. V. e a tanti altri generosi