Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRAZIA ; CATTOLICI ; MOVIMENTO CATTOLICO
anno <1955>   pagina <460>
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460 Giovanni Spadolini
essi, quello del 1913, lo biasimerà nelle Memorie postume), ma non penserebbe mai ad aprire il suo giornale a dibattiti generali di politica ecclesiastica, a discussione sxiU'amministrazionc dei beni della Chiesa; e le polemiche sulle cosiddette frodi pie non escono dagli annuari di giurisprudenza e dalle raccolte dei diversi Fort
Probabilmente la definizione più giusta di questo perìodo l'ha data lo Jemolo, quando ha parlato di conciliazione nell'indifferenza , di uno stato di distensione e di tolleranza che introduceva nelle vecchie leggi eversive e spoliatrici uno spirito nuovo, uno spirito di comprensione, di benevolenza, talvolta pure di amicizia. Sembrava quasi che l'Italia, per portare a termine il processo di evoluzione economica e civile, rinunciasse a porsi l'antitesi drammatica con la Chiesa che pur aveva legittimato l'esistenza del nuovo Stato; quasi temesse di indebolire la sua unità polìtica riproponendo quelli che erano i nodi insoluti del Risorgimento, le eredità ideologiche della tra­dizione liberale. La lezione del 1898 aveva dato abbondanti frutti: con la guerra di Libia l'incontro fra cattolici e liberali non si limiterà più alle antica­mere dei prefetti o dei vescovi, si sposterà sul piano della politica estera.
GIOVANNI SPADOLINI