Rassegna storica del Risorgimento
MARANGONI GIOVANNI
anno
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1955
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pagina
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463
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Giovanni Marangoni: 1834-1869 463
Con il cuore straziato aveva appreso la dolorosa notizia che i tre distretti del basso mantovano erano stati lasciati dal Piemonte all'Austria, che in tal modo ribadiva le sue catene nel Veneto. Perciò il patriota mantovano, repubblicano e ardente mazziniano, denunciava con parole infuocate di sdegno il tradimento della monarchia piemontese e la vergogna che cadeva sul popolo italiano, tradito nelle sue giuste e legittime aspirazioni e mercanteggiato da potenze straniere.
Ma anche il suolo svizzero non doveva essere lungamente ospitale agli esuli. Poiché il Marangoni pubblicava col consenso del governo cantonale il giornale Pensiero ed Azione, la cui direzione politica era stata affidata da Mazzini ad Alberto Mario, e tale pubblicazione provocava imbarazzi seri al governo svizzero; fu intimato sia al Pilo che al Marangoni lo sfratto dallo stesso governo Da Lugano perciò il Marangoni si trasferì a Londra ove raggiunse Mazzini, di cui fu per qualche tempo segretario fidato, essendo profondo conoscitore della lingua inglese. A Londra l'esule patriota mantovano strinse amicizia con illustri personalità el mondo inglese e fu ospitato nella casa di una delle ammiratrici del Maestro: Carolina Ashurst, moglie di quel James Stansfeld che tutti dovremmo ricordare con onore, perchè figurava come agente londinese sulle cedole del prestito nazionale, che costarono la vita ai martiri di Belfiore, H Mazzini si giovò assai del Marangoni, che aveva molte conoscenze in Lombardia e nell'Emilia, per raccogliere denaro, di cui una parte doveva essere data al Bertani per la prossima spedizione in Sicilia e un'altra doveva adoperarsi per una spedizione attraverso le Marche e l'Umbria.
Nella primavera del glorioso 1860 si preparavano e maturavano quegli eventi che dovevano portare alla più splendida impresa del nostro Risorgimento. A questi avvenimenti partecipò l'ardente patriota mantovano, che agli ordini del Mazzini preparava febbrilmente l'insurrezione nell'Italia centrale, destinata a congiungersi con la grande spedizione garibaldina in Sicilia e a realizzare cosi l'unità d'Italia con Roma capitale. Al Marangoni infatti il Mazzini aveva affidato l'incarico di costituire a Guastalla un Comitato d'Azione, con uomini decisi ad aiutare la causa d'Italia a fatti e non già a parole, e di raccogliere poi il denaro necessario per la spedizione garibaldina ed inviarlo a Bertani o a lui stesso.*) Infatti, in una lettera del 24 maggio 1860, diretta a Marangoni, il Mazzini dichiarava di aver ricevuto il denaro, e di inviargli le ricevute, raccomandandogli però nel modo più assoluto che le offerte non finissero nella mani di Lafarina. 2) Giacché il Lafarina, agente del Cavour in Sicilia, ostacolava l'opera del Bertani. Mazzini pure in una altra lettera del 22 maggio aveva già informato il Marangoni della cosa e l'esortava perciò a procedere con molta cautela nel raccogliere i fondi ed a compiere intanto opera di apostolato presso i semplici membri della Società Nazionale organizzando i giovani e i popolani buoni desiosi d'agire.
Il problema fondamentale era tatto qui: persistere con tenacia di propositi senza precipitare troppo le cose, perchè col denaro era possibile fare una spedizione. Ma il Marangoni, come sempre pieno di fede ed entusiasmo,
1) Lettera di Mazzini a Marangoni' a GuoBtallu, 15 maggio 1860, in S. E. /., voi. LXVII, p. 295.
3) ìbidem* pp. 329-331.