Rassegna storica del Risorgimento

MARANGONI GIOVANNI
anno <1955>   pagina <464>
immagine non disponibile

464
Carlo Terzi
voleva compiece la spedizione attraverso l'Italia centrale senza aver con­dotto a termine i preparativi, mentre un'azione improvvisata faceva cor* rere il pericolo di perdere tutto. Glie, le buone intenzioni gli faceva pre­sente il Mazzini non creavano denaro per raccogliere fucili. *)
Perciò il maestro non si stancava di raccomandare al suo fedele amico di essere prudente, calmo e paziente, perchè presto si sarebbe svolta una azione più. decisiva di ogni spedizione di Sicilia ed il Marangoni vi avrebbe partecipato. 2)
pure in un'altra lettera del maggio 1860 3) il Mazzini l'esortava ad avere pazienza e a voler aiutare frattanto Maurizio Quadrio.
L'invasione negli Stati pontifici non era un'impresa facile ad attuarsi, contrariamente a ciò che credevano Marangoni, Sacchi e tanti altri. Le truppe piemontesi, infatti, si trovavano già in Toscana per dominare la situazione. D'altra parte Garibaldi, che aveva promesso il suo aiuto a Maz­zini, esigeva che le due mosse s'armonizzassero e intanto ordinava che una buona parte delle armi fossero a sua disposizione per proseguire l'avanzata in Sicilia. Inoltre un'azione nello Stato pontificio avrebbe potuto provocare l'intervento della Francia e impedire cosi l'ulteriore liberazione delle Calabrie e del Napoletano. Ma, frattanto, questo indugio nell'azione metteva di malu­more non solo il Marangoni, ma anche lo stesso Mazzini, che in una lettera del maggio 1860 4) affermava che il Marangoni era ubero di fare ciò che voleva, e di rompere ogni indugio, perchè già aveva atteso abbastanza.
In un'altra lettera Mazzini invitava esplicitamente Marangoni a lasciargli il suo indirizzo prima di partire per Finerolo, perchè entro il mese avrebbe potuto essere chiamato per qualche grave incombenza. 5)
Ritornato a Genova, il Marangoni pregò di nuovo insistentemente il suo Maestro perchè fosse utilizzato in una nuova impresa, o, viceversa, fosse lasciato libero di andare in Sicilia. Ma Mazzini in data del 3 giugno gli scri­veva pregandolo di nuovo di voler pazientare ancora per pochi giorni, che presto avrebbero agito insieme in un'altra grande impresa. 6)
E ancora in un'altra lettera dello stesso mese, ma senza data, il Mazzini gli sconsigliava la partenza per la Sicilia, perchè riteneva che l'opera del Marangoni sarebbe stata più utile e preziosa nella spedizione per l'Italia centrale; che, andando in Sicilia sarebbe andato a far nulla o tutto al più a. montare la guardia intorno a Messina.7 i
Ài primi di giugno Medici salpò da Quarto con la seconda spedizione di volontari in numero di 4000 per la Sicilia. Ma anche a questa spedizione Marangoni non potè prendere parte, perchè era ammalato. Come risulta pure da una lettera che il patriota scrisse da Genova alla madre, in data 10 giugno, egli sperava ancora di poter combattere nell'Italia centrale contro le milizie pontificie. Ma il sogno di Mazzini non potè realizzarsi. Come appren-
i) Ibidem, pp. 364-365.
2) Ibidem, pp. 365-366.
3) Ibidem, p. 365.
4) Ibidem, pp. 370-371.
5) Gfe. ibidem, p. 387, e la lettera nel voi. LXVHI, pp. 128-129.
6) Ibidem, vai. LXVTlI, p. 6.
V 8. E. L, vot LXVm, pp. 127-128.