Rassegna storica del Risorgimento
MARANGONI GIOVANNI
anno
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1955
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pagina
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465
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Giovarmi Marangoni: 1834-1869 465
diamo infatti da una lettera di Mazzini a Carolina Stansfeld, del 25 giugno, Bertani concedeva sempre denaro ai condottieri militari, Medici e Cosenz, così che a Mazzini venivano a mancare i mezzi e gli nomini da lui organizzati con tanta fatica per attuare il suo piano. Il Maestro, tormentato dai suoi seguaci, e, soprattutto, da Marangoni, che desiderava combattere presto e morire per l'Italia, scrisse ancora al suo fidato amico esortandolo ad avere ancora un po' di pazienza, perchè presto la sua opera si sarebbe resa quanto mai necessaria in un'altra impresa. *)
Intanto verso la fine di luglio dello stesso anno si preparava la 3 spedizione per la Sicilia, che avrebbe dovuto essere capitanata da Cosenz. Ma il Marangoni non volle prendere parte neanche a questa 3a spedizione, perchè sperava-sempre di poter combattere nell'Italia centrale. Il Mazzini nel frattempo gli scriveva ancora consigliandolo a rimanere con lui ed a mettersi a disposizione del colonnello Pianciani.a)
E parimenti in un'altra lettera del luglio il Mazzini gli chiedeva se era andato ad iscriversi alla Compagnia Carabinieri e gli ordinava pertanto di presentarsi a Dompè, da lui preposto ad iscrivere ed organizzare, e di aiutarlo nel lavoro. 3)
Così finalmente il Marangoni dopo tanta snervante attesa potè vedere appagato il suo ardente desiderio di agire per la Patria e si arruolò nella 11.1a Compagnia Carabinieri in qualità di sottotenente (nomina che gli fu conferita da Agostino Bertani) e, raggiunto Garibaldi in Sicilia, fece parte della divisione comandata da Nino Bixio.
Sbarcato in Sicilia, rivide molti dei suoi amici, che i bandi politici avevano fatto allontanare, rivide anche la compagna di prigionia a Bologna, la Jessie White Mario, infermiera dei Garibaldini e direttrice degli ospedali di Barcellona.
Da Palermo, attraversato lo stretto, marciò trionfalmente attraverso le Calabrie e l'8 settembre 1860, pieno di entusiasmo e di fede, colla bontà nell'anima, baciato da migliaia di persone, pazze di gioia, entrò in Napoli in testa alla prima colonna garibaldina.
Corse subito ad abbracciare l'amico Raffaele4) e il di lui padre Luigi Settembrini, che lo amavano come un loro famigliare.
Prese parte ai combattimenti del Volturno e di Maddaloni (Caserta 12 ottobre) che furono assai aspri e sanguinosi, perchè l'esercito borbonico aveva ripreso vigore dopol a battaglia di Caiazzo del 21 settembre, nella quale 1500 garibaldini erano stati sopraffatti dopo mezza giornata da 5000 borbonici.
Al Marangoni, dopo l'aspra battaglia di Maddaloni, che durò 8 ore contro le migliori troppe borboniche, fu affidato il comando della sua com-
1) Ibidem, pp. 126-127.
2) Al Pianciani ora stata affidata la spedizione nell'Italia centrale. Cfr. C. ACRATt, Da Palermo al Volturno, Milano, 1937, eap. Vili. Per la lettera di Mossemi vedi S. E. /., voi. LXVm, p. 254,
) S. E. /., voi. LXVHI. p. 258,
4) Ufficiale della marina inglese, s'imbarcò con falso nome e (piale sguattero sul David Stuart costringendo il capitano a sbarcare i prigionieri, tra i quali vi era il padre, a Queens-town. Di là prosegai per Londra, donde nella primavera del 1860 si trasferiva a Torino, indi a Firenze, ove pubblicava 2 manifesti, nei quali esortava gli italiani del Sud a unirsi alla restante Italia sotto lo scettro di Vittorio Emanuele IL
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