Rassegna storica del Risorgimento
MARANGONI GIOVANNI
anno
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1955
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468
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468
Carlo Terzi
italiani. Oli, l'amo tanto questa sacra Italia, che io la raccomando a tutti e specialmente ai giovani.
Così, dopo aver tanto sofferto per la Patria, ch'ei voleva presto redenta da ogni schiavitù straniera e domestica e restituita a dignità di nazione libera e indipendente, il 18 agosto 1869 si spense serenamente sorridendo alla motte, che poneva fine alla sua nobile e dolorosa esistenza, senza aver voluto ritrattare né una parola, né un atto solo della sua vita politica. P 1 II Settembrini, che sul Piccolo di Napoli in data 23 agosto, diede il doloroso annunzio della morte, tracciò del patriota mantovano, martire della libertà, un magnifico ritratto con queste belle e commoventi parole: Giovane, purissimo, ardente, entusiasta, credeva che il mondo fosse una poesia cavalleresca; e spesso, non trovando gli eroi che egli immaginava, sdegnossi fieramente e rompeva in parole acerbe contro la fiacchezza e la viltà degli uomini. II cuore suo era un tesoro di affetti nobilissimi, e perciò ha patito assai, ed è morto di male di cuore a 35 anni.
In queste parole del Settembrini rifulge tutta la purezza della sublime fede, che animò la breve vita del patriota mantovano, desideroso soltanto di morire nelle sembianze di un eroe sul campo di battaglia per il riscatto della Patria.
Fu sepolto in Roma al Cimitero del Verano insieme agli altri Martiri. Dopo il 1870 le spoglie mortali furono raccolte e collocate sotto apposito monumento: Ai Martiri della Libertà.
Nel 1888 una delle principali vie di Mantova fu dedicata alla sua memoria, avverandosi in tal modo la profezia, ch'egli aveva espresso nella lettera del 30 agosto 1867 al fratello Giacomo. Nel 1941 a Roma sul Giani-colo gli fu eretto un monumento che lo ricorda insieme a Mameli e agli altri eroi garibaldini. La figura di questo Martire della Libertà, che tanto sofferse per vedere finalmente l'Italia una e libera dalle alpi al mare, restituita a dignità di Nazione, resterà un luminoso esempio di fede purissima e di amore verso la Patria e soprattutto un monito solenne ai giovani, ai quali prima di morire lasciava come suo testamento spirituale il mandato sacro di amare l'Italia, consacrata dal sangue e dal sacrificio di una innumere-vole schiera di martiri e di eroi, che donarono la vita perchè fosse alfine redenta da qualsiasi ignominiosa servitù.
CARLO TERZI