Rassegna storica del Risorgimento

TAZZOLI ENRICO ; CANT? CESARE
anno <1955>   pagina <469>
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DON ENRICO TAZZOLI E CESARE CANTÙ
Dei letterati e storici del suo tempo Cesare Canta fu di quelli che ebbero maggiori contatti con don Enrico Tazzoli, che nutriva per lui grande simpatia ed ammirazione per il suo patriottismo e per la sua coltura. Professore* catto* lieo fervente, liberale sospetto alla I. R. Polizia austriaca Cantù venne nel 1833 arrestato e sospeso dall'insegnamento a cui tanto teneva. AI IX Congresso di Venezia degli Scienziati italiani nel 1847 per una sua patriottica comunica­zione veniva ammonito e sospeso dalla pensione di cui fruiva come professore giubilato e costretto Panno seguente a partire per Torino, accorrendo poi a Milano a prestare la sua utile collaborazione dopo le cinque giornate. Scrivevo nella mia monografia su Don Enrico Tazzoli e i suoi tempi parlando dei prò* cedenti politici della Congiura (novembre 1833-novembre 1850) come questo periodo storico si inizia coll'arresto di Cesare Cantù in Milano per parte della I. R. Polizia austriaca. L'arresto del Cantù per avere manifestato in conferen­ze e scritti i propri sentimenti liberali per quanto moderati, l'odioso ed arbi­trario collocamento a riposo del professore che diverrà l'amico ed il corrispon­dente letterario del Tazzoli avevano esacerbato l'animo ricco di idealità, avi­do di carità e giustizia di questi, licenziato allora, nel 1833, giovanissimo, dal Seminario vescovile di Mantova. Si può dire che la notizia delle persecuzioni austriache di cui il Cantù era vittima, subito diffusa e malevolmente commen­tata dall'austriacante Gazzetta di Mantova, determinasse, quasi, nella reazione del pretemartire l'inizio della sua attività politica, che si doveva concludere colla costituzione effettiva del Comitato di insurrezione mantovano nel no­vembre 1850, del quale Egli doveva divenire il Presidente e col suo assurgere, più tardi, a Capo spirituale dei Martiri.
Tazzoli, che già da tempo era in assidua collaborazione col Cantù per la sua Stona Universale ed il Mondo Illustrato, presente al Congresso scientifico veneziano aveva acclamato, plaudendo, alla di lui comunicazione patriottica e, giunto a Mantova, ne aveva pubblicato il testo diffondendolo in numerosis­simi esemplari, mentre legava prima di morire, quasi a testimonianza della sua fiducia e devozione, le sue Memorie al Cantù, che servirono a questi per ricor­darlo nobilmente nei suoi Italiani illustri. Tazzoli, ripetiamo, nutriva grande ammirazione per la complessa e poderosa attività intellettuale dell'illustre Storico lombardo propagatore di quegli studi storici nazionali tanto invocati allora da tatti e specialmente da Cesare Balbo. Vorrei potere riportare, se lo spazio ed il tempo fissato per la comunicazione orale Io consentissero, molte lettere in cui l'ammirazione del professore e martire mantovano è molto espli­cita, continuativa e, direi, quasi commovente. *) Bella numerosa corrispon­denza del Cantù al Tazzoli ricorderemo soltanto la lettera sua del 10 dicem­bre 1846, da Milano, fra le più interessanti per la collaborazione fra i due, per le frasi e le reticenze convenzionali politiche dello scritto, per una certa am-
1) JRÌCOJKIO, fra le lettera più significative del Tazzoli dirette al Cauta quello del 18 di-bre 1844,11 marzo 1846, 29 maggio 1847, 26 marzo 1848, 8 ottobre 1849.