Rassegna storica del Risorgimento
TAZZOLI ENRICO ; CANT? CESARE
anno
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1955
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pagina
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470
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470 Tullio ffrttngia Tozzoli
liizi onerila del Cautù in stridente contrasto e olla eccezionale modestia del dotto prete mantovano, per il tono che si e fatto pia confidenziale specie nel Caniù clic firma ora affettuosamente.
E, soprattutto, nelle annotazioni alla Storia Universale ohe la collaborazione del Tazzoli diventa più intensa rivelando la grande coltura sua essenzialmente storica e filosofica. '' Accenneremo alla composizione ed alla importanza del capolavoro dell'illustre storico lombardo onde precisare meglio il valore e l'importanza della collaborazione del Tazzoli. La Stona Universale in 35 volumi compiuti in nove anni (18381846) fu la maggiore fatica intellettuale e la più stimata del Cantù, della quale Fautore si occupò, sebbene ottantenne, nell'ultima delle dieci edizioni da lui curate. In un genere quasi nuovo e senza un precedente da imitare, Cantù si propose di riassumere tutto ciò che conosce-vasi della storia umana e di tentare di ricostruire, colla scorta dei più recenti studi, quanto sino allora non conoscevasi estendendo la narrazione ad ogni tempo ed a qualsiasi manifestazione della civiltà nei costumi, negli ordinamenti, nelle leggende, nel linguaggio, nelle arti. Naturalmente Fautore non poteva compiere da solo la raccolta ed il vaglio del materiale già per se stesso immenso e si valse della cooperazione di non pochi studiosi. Tommaseo e Rosmini, col Tazzoli, furono tra questi. I primi due furono essenzialmente preziosi sia per la loro grande coltura, sia per la grande autorità che godevano riuscendo utilissimi, a detta dello stesso Cantù, per il contributo documentario il primo, filosofico il secondo. Pure Tazzoli fu ritenuto dal Cantù collaboratore prezioso; questa collaborazione Tazzoli riteneva per lui di sommo onore. Scriveva in merito l'illustre storico lombardo: Quando io stampavo la prima volta la Storia Universale pregai pubblicamente con insistenza chi vi trovasse errori di fatto o di giudizio a notarmeli acciochè potessi farmi ragione e profitto. Mentre non potetti approffittare forse di nessuno dei mille articoli stampati trassi giovamento da alcuni che privatamente mi usarono la cortesia di tali consigli. Tra altri fu consegnato alla libreria Pomba a Torino un fascicolo ove, con modi benevoli e lusinghieri, si faceva una specie di annotazioni perpetue al mio lavoro. Erano appunti ragionati, sempre accuratissimi, coll'ap-poggio di autorità, riscontri di opinioni, di date, di nomi, ponderazione di giudizi, mettendosi allo stesso mio punto di vista. Sopratutto mi richiamavano, qualora sembrassi non riverente, all'autorità che solo è infallibile qualora condiscendessi a quelle opinioni plateali che la falsità e l'ignoranza dei filosofisti gettò nella storia e la sbadataggine della comune del lettore piglia a contanti . Accertatosi chi ne fosse Pautore, Cantù scrive, proseguendo nella sua narrativa, come il Tazzoli gli proseguisse il prezioso ufficio sino al termine dell'opera e come egli conservasse preziosi quegli appunti benché non a tutti desse ragione. Dopo avere esposto il vantaggio per gli autori di simili critici tanto più rari quanto più ne spiccano la sapienza e la virtù, .conclude: Io non avrei parola bastante a lodare le doti che trovai in Don Enrico Tazzoli da che potetti valutarne dapresso lo spirito riflessivo, l'anima religiosamente patriottica, quel bisogno di trovare la verità e professarla.
1) Don Enrico Tazzoli fa Professore, per odici lini, di filosofia 0 Storia universale al Seminàrio vescovile di Mantova.