Rassegna storica del Risorgimento
1852 ; COSENZA
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1955
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Gustavo Valente
Questo è quanto segnava l'atmosfera nella provincia. Quale fòsse lo spìrito corrente in quell'anno nella città capoluogo lo prova una satira diretta contro D. Dionisio Mauro di Marzi, D. Francesco Castiglion-Morelli e la famiglia Furgiuele ma nella quale sono espressioni ingiuriose contro il Governo
Alcuni giorni prima del 26 maggio in casa dei patrizi Castiglion-Morelli aveva avuto luogo una festa da ballo.
Dirà D. Dionisio Mauro al giudice che l'interroga: Dopo due o tre giorni essendoci] incontrato con D. Carlo Furgiele nella Giostra, il medesimo gli disse che nella gradinata della sua casa aveva trovato la satira della quale è parola e gliela lesse presenti altri giovani. In quel mentre si trovò a passare il Commissario di Polizia, ed informato dell'accaduto mandò dopo poco il primo sergente della guardia di P. S. addetto al servizio della polizia sig. MisasL e riscosse dalle mani del Furgiuele la detta satira.
È una satira veramente feroce e blasfema per l'onorabilità delle famiglie cosentine che parteciparono alla festa, e che così conclude:
E Zicchitelli *) in tale impegno Ei del Governo si fa più degno A crescer merto vorrìa seguire
a prostituire.
Poiché del popolo la corruzione Guasta ogni buona sana ragione Ed il tiranno la sua sostanza
cresce ed avanza.
Perciò rimesso io noi niego Egli divenne al primo impiego E vuo servire di vero cuore
al suo signore.
Si, questo è il mezzo gente accecata Di seppellire la liberiate. E voi correte come animale
al vostro male.
Là vi trascina Inaccorta mano Di chi al Governo è partigiano Schiavi vi rende, vi rende schiavi
popoli ignavi.
Così ho finito la mìa leggenda. Per tre volte vi sia d'ammenda Poiché in contrario d'intorno intorno
Suonerò il corno
*) Francesco Zicchitelli ora di Napoli e ai trovava a Cosenza quale ingegnere dello Stato. Era cognato di D. Carlo Fnrgiuolo e di D. Gennaro Vetore, i quali gli avevan fatto leggere la satira.