Rassegna storica del Risorgimento

SPAGNA
anno <1955>   pagina <484>
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/. Vioens Vives
0 anche leggevano la traduzione di ALPHONSE BALLEYDIEH, Historia de la Revolución de Roma, Barcelona, 1856, fatta sulla quarta edizione fran­cese da Francisco Fors de Casamayor, un avvocato catalano, che accanto all'imprimatur episcopale metteva in evidenza l'affermazione di P. Rossi: H papismo è l'unica grandezza vivente dell'Italia.
Per contro, i progressistiliberali, anticlericali, democratici, socialisti cercavano negli eventi italiani la ragione stessa della loro lotta contro la reazione politica dei moderati. Ecco ciò che scriveva Mariano Perez Lttzaró nella sua Historìa de la Revolución de Italia en 1848 y 1849 (Madrid, 1853):
Porque la Italia es la Troya moderna, adonde ha de venir por fin a ventilarse la gran querella de los pueblos contro sus opresores.
E proseguiva:
La causa de la Italia, que es la mas santa, la mas hermosa.
Non ci dobbiamo ingannare. Gli eventi italiani ebbero una strettissima ripercussione sulla mentalità spagnuola; essi contribuirono a fare risvegliare la passione politica addormentata dopo il sollevamento militare conservatore del '43 e la caduta di Espartero e il progressismo. Nel '48, ricorda Victor Ba-laguer, uno dei futuri capi letterari del Risorgimento catalano, allora un gio­vanotto ardentemente liberale, si riuniva in Barcellona, in una specie d'Ac­cademia, la gioventù borghese per imparare la lingua di Dante, di mi esale, e per commentare la politica italiana:
Nos reuniamos scrive nei suoi Recuerdos dos o tres veces cada semana para tener lecturas en alta voz; buscàbamos con afàn periódicos italianos y noticias de aquel pois; seguiamos el carso de las cosas corno si fuésemos de aquellas regiones...; sosteniamos a veces calurosos y apasionados debates... y era nuestra leclura favorita Le mie prigioni de Silvio Pellico, libro entonces en gran boga.
Questo sentimento d'esaltazione per la causa d'Italia, della Italia libe­rale, sollevava pure l'entusiasmo dei democratici, futuri repubblicani, come il Gastelax. Egli dedicò un notevole discorso in favore dell'unità italiana nel 1859, i cui echi arrivarono fino ad una prigione dell'Estremadura, a Trujillo, dove Nicolas Diez Perez si propose, da quel momento, di scrivere una bio­grafia di Mazzini. Il libro apparve nel 1876, ebbe una prefazione di Pi y Mar-gali e fu considerato come santo e consolatore dal repubblicanismo spa-gnuolo.
L'Italia, dunque, conquista la solidarietà spagnola tra il 1850 ed il 1876, partecipando, in questa guisa, alla preparazione del moto rivoluzionario spagnolo del 1868. Nelle ultime pagine del dramma che si avvicina s'inserisce la questione religiosa. Ma prima d'apparire in pieno giorno, l'attesa rivolu­zionaria ebbe a conoscere l'esplosione d'entusiasmo destata dalla guerra d'in­dipendenza del 1859.
Già nel 1855 l'irrequieto Balaguer aveva indirizzato a Vittorio Emanuele un appassionato articolo per invitarlo alla Crociata della libertà e della indi­pendenza:
La hora ha llegado, la libertad te llamu, el mando te mira, e Italia espera. Sé eljefe de la santa, de la inmortai Cruzada. i Dios lo quiere i
Cosi egli scriveva nella rivista La Corona de Aragón. Nel 1859, prima dello scoppio della guerra austro-sarda, Balaguer scrisse un poema in catalano,