Rassegna storica del Risorgimento
SPAGNA
anno
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1955
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pagina
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487
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Rapporti tra VI tolta e la Spagna nel Risorgimento 487
demagogica, poiché rispondono, in realtà, all'idealismo democratico dell'assolutismo callista, nello spirito d'un paradosso incomprensibile fuori di Spagna. Esse, infatti, si possono congiungere alle parole finali del proclama: H Dio degli eserciti combatterà accanto a voi; l'arcangelo dalla spada di fuoco condurrà l'augusta bandiera del fiordaliso, nella quale si legge il motto: Indipendenza e Francesco II
Questa breve indagine sull'intervento del guerrìUerismo spagnuolo negli sviluppi dell'unità italiana spiega la tempestosa polemica scatenata in Spagna per la questione del riconoscimento del regno d'Italia. Poiché, come in Italia, il Risorgimento era una questione non più solo politica, ma religiosa. Questa frase di Salvatorelli nel suo Pensiero ed azione del Risorgimento (1943), ha la sua esatta rispondenza in Spagna. Jerónimo Becker ha scritto in Rela-ciones diplomàticas entre Espana y la Santa Sede durante el siglo XIX1) che, secondo il coetaneo Navarro y Rodrigo,
reanudar las interrumpidas relaciones con Italia era un hecho de
tal magnitud en nuestra politica exterior, de tanta significación dentro
y fuera de Espana, que equivaUa a un verdadero golpe de Estado,
a una revolution completa y radicai, verificada en nuestros viejos
y tradicionales puntos de vista, en beneficio sólo de las ìdeas modernas.
Tale fu la rivoluzione scatenata dal ministero O'Donnell2) il 21 giugno 1865, quando rese pubblica la sua volontà di rinnovare i rapporti diplomatici con l'antico regno di Sardegna, mutato nel 1861 in regno d'Italia. Fino allora i gabinetti moderati del duca di Valencia avevano rifiutato di ratificare il riconoscimento della nuova monarchia sabauda compiuto dalla Francia e dell'Inghilterra. Essi intendevano, in primo luogo, prestare aiuto alla Santa Sede, sottraendola alla orribile tempesta della rivoluzione sono parole del marchese di Maraflores con un patto delle sei potenze cattoliche: Francia, Austria, Portogallo, Baviera, Belgio e Spagna. Scomparsa questa possibilità per l'avvenuta azione di Napoleone III, parve alla burocrazia spagnuola che non si potesse inoltrarsi sulla via del riconoscimento fino a tanto che il ministero sardo non avesse garantito lo Stato Pontificio e gli interessi dei Borboni napoletani. La Convenzione franco-italiana del '64 silurò questa soluzione. Ma il riconoscimento non sarebbe venuto, se l'irrequietezza politica in Spagna, puntando verso il moto rivoluzionario del 1868, non avesse disfatto la maggioranza moderata, permettendo un secondo esperimento di governo della Unione- Liberale, al cui capo stava il generale O'Donnell. Si è detto sopra che uno dei propositi fondamentali del suo programma era il riconoscimento del regno d'Italia.
1) Madrid. 1908.
2) La pubblicazione del primo volume della prima serie de I Documenti diplomatici italiani, Roma, 1952, ci illumina Bulle trattative inaugurata dal governo del Regno d'Italia presso la corta di Madrid e soprattutto presso lo stesso generalo O'Donnell, allora capo del governo. Nella corrispondenza dell'ambasciatore italiano, barone Romualdo Tocco, col Cavour e il Ricasoli appaiono notevoli contributi ai principali problemi delle relazioni italo-spagnole. Aspettiamo i nuovi volumi della Borie per uno migliore comprensione delle vicende diplomatiche fra Torino e Madrid, sebbene i testi pubblicati mettano già in rilievo il fatto della diffidenza fra le rendente reazionarie che circondavano la regina, 11 gabinetto illuminato degli 0 Donnell o Vauitudine della pubblica opinione.