Rassegna storica del Risorgimento

SPAGNA
anno <1955>   pagina <488>
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J. Vicens Viva
La riserva del ministero O'Donnell, dichiarata dal ministro di Stato Bcrmùdez de Castro, era molto mite. Non c'era da capovolgere le vecchie direttive diplomatiche, sia rispetto alla Santa Sede, sia rispetto alla monar­chia napoletana; ma soltanto da rinnovare gli antichi rapporti colla Casa di Savoia, ammettendo una situazione de facto. Ma neanche questa timidezza politica apparve troppo soddisfacente ai carlisti e procarlìsti spaglinoli, fra i quali erano i cosiddetti neocattolici. Essi, infatti, scatenarono nel Parla­mento una fortissima opposizione, colFintento di sollevare il paese contro il regime liberale, di preparare un nuovo episodio della secolare e sanguinosa guerra civile. Il loro portaparola fu il noto Càndido Nocedal, arruolato nelle file del progressismo nei tempi ormai lontani della sua giovinezza, ma ora cofl'Àparicìo, punta avanzata del reazionarismo spagnolo.
Il discorso del Nocedal nel Senato, il 6 luglio 1865, fu un colpo violentis­simo contro la monarchia sabauda e, anche, contro il liberalismo spaglinolo, fatti ugualmente bersaglio del suo disprezzo. Ma un colpo senza grandiosità di fini, senza documentazione storica, senza argomenti filosofici; un selvaggio-grido d'animale ferito. Egli parlava per protestare contro il riconoscimento-di questa mostruosa somma d'iniquità che l'Europa, da un lato spaventata, dall'altro avvilita, chiama il regno d'Italia. E proseguiva:
Italia, sehores diputados, la bella Italia, la pàtria de tantos ingenios peregrinos, de tantos corazones esforzados. la madre de tantos almas ele-vadas... quieti no ha de tener simpatia por esa tierra generosa?... Pero ese pueblo està siendo koy objeto de kipócritas simpatia... Las simpatias por Italia estàn koy real y verdaderamente manifestadas... por los que han declarado guerra implacable a los tiranos que la tienen hoy oprìmida> vajada y completamente devastada.
Questa passione ideologica chiudeva gli occhi del Nocedal davanti alla stessa realtà della situazione italiana, ne gli permetteva di rendersi conto delle solide fondamenta della idea nazionale.
Que Italia diceva quiere ser independiente, J nada tengo que decir contro osto !... Que Italia quiere ser libre, que lo sea ... Que Italia quiere ser una. I oh i Es que eso es imposible... Hay pueblos... que Dios ha dispuesto que no formen una sola nación, y no la podràn formar nunca, aunaue se empeiien los hombres.
L'unitarismo italiano era, dunque, secondo, il Nocedal, un program­ma infernale e il riconoscimento dell'opera compiuta dal Risorgimento, un sacrilegio. Le sue ultime parole furono rivolte a chiamare il popolo a un vasto movimento di protesta.
Vostra Signoria rispose il Bcrmùdez de Castro predica la guerra ci­vile .... Intende fare la rivoluzione confondendo le coscienze degli individui . La rivoluzione, infatti, fu fatta dai progressisti e dei democratici nel 1868; ma la guerra civile la scatenarono i carlisti quattro anni dopo. E non è illogico che i primi cercassero di stabilire il loro regime chiamando al trono Amedeo di Savoia, nel quale si specchiavano le loro illusioni politiche. Nel nuovo re confluivano, infatti, cinquantanni di sforzi per la comune libertà sotto la stimolante ideologia del Risorgimento italiano*
J, VICENS VIVES