Rassegna storica del Risorgimento
1848-1866 ; MANTOVA ; MOSTRE
anno
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1955
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pagina
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498
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MOSTRA DEL RISORGIMENTO MANTOVANO
Nel quadro delle manifestazioni celebrative del centenario dei Maxtiri di Belfiore deve essere ricordata la Mostra del Risorgimento mantovano, che, per iniziativa del Comitato mantovano delle celebrazioni nazionali, presieduto dal Sindaco prof. Rea, venne allestita nella Gasa del Mantegna. -
L'organizzazione della Mostra fu affidata al prof. Emilio Faccioli, segretario del Comitato delle celebrazioni, al Presidente del comitato di Mantova dell'Istituto per la storia del Risorgimento, al dottor Giovanni Praticò, direttore dell*Archivio di Stato di Mantova, e al prof. Luigi Fraccalini. direttore del Museo civico di Mantova. I documenti e i cimeli furono tratti per la maggior parte dal Museo mantovano, dall'Archivio di Stato di Mantova e da collezioni private; l'architetto Luciano Baldassari ed il pittore Attilio Rossi di Milano curarono la sistemazione artistica della Mostra.
Il materiale documentario venne disposto secondo l'ordine cronologico e diviso per sale. Nell'atrio di ingresso del piano terreno figuravano pannelli fotografici della battaglia di Solferino e San Martino.
La prima sala riguardava il periodo del 1848 e numerose tabelle alle pareti recavano proclami della Congregazione municipale, del Governo provvisorio della Lombardia, manifesti e circolari del Governo austriaco, vignette satiriche, bollettini straordinari dell'esercito piemontese, coccarde e fazzoletti tricolori del tempo.
La seconda fu completamente dedicata alla documentazione e ai cimeli riguardanti la congiura. Fra questi vanno ricordati il registro cifrato di Enrico Tazzoli, i costituti dei Martiri, gli scritti clandestini dal carcere su pezzuole e strisele di carta.
La terza riproduceva la visione fotografica di Mantova dalla cella di Tito Speri e accanto venne ricostruito al vero lo studio di don Enrico Tazzoli con mobili) libri e quadri appartenuti al Martire.
La quarta con una visione fotografica della valletta di Belfiore presentava, custodite in teche di vetro, le cinque travi usate quali forche nel supplizio.
La quinta, fra i cimeli più importanti, raccoglieva l'autografo del confortatorio di Mantova di don Luigi Martini e i cimeli di Pietro Fortunato Calvi e di Felice Orsini.
La sesta e settima riunivano i documenti e i cimeli della campagna del 1859 e del perìodo garibaldino* con la esposizione delle divise e dei ricordi di Giovanni Chiassi, Giovanni Acerbi e Ippolito Nievo.
L'ultima sala, dedicata al 1866, recava nello sfondo la prima bandiera tricolore che sventolò a Mantova nel giorno della liberazione, oltre al manifesto del Municipio e del primo Commissario del Re alla popolazione mantovana.
In una sala furono poi raccolti i libri e gli opuscoli relativi al Risorgimento mantovano.