Rassegna storica del Risorgimento

anno <1955>   pagina <524>
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524 Libri e periodici
E. VINCENT, Ugo Foscolo esule tra gli Inglesi; Firenze, Le Monnier, 1934, in 8, pp. K-290, tav. 9. L. 1.500
È la traduzione italiana, curata con esemplare diligenza dal Limentani, del­l'opera del Vincent, Ugo Foscolo. An Italian in Regency EngUmé, uscita a Cam­bridge nel 1953. Il Vincent si era già occupato dei rapporti del nostro poeta durante l'esilio con alcuni insigni letterati inglesi in un pregevole lavoro del 1948; ma qui gli anni conclusivi della vita del Foscolo, sui quali si addensavano fitte zone di ombre, son tratteggiati in ordine cronologico nelle più minute vicende, convalidate da una congerie vasta di documenti dispersi da oltre un secolo in luoghi svariatissimi e di fonti private precluse sino a oggi alle indagini; e, par­ticolarmente, vi è illustralo con vivi colori lo sfondo politico e sociale dell'am­biente londinese dal 1816 al 1827.
L'immagine che dal libro esce del poeta non collima (sia ben chiaro, per evi-lare ingiusti apprezzamenti) con quell'alone di grandezza e di eroismo da cui è stato da noi circondato, specie nel periodo del Risorgimento; invero qui appare come realmente egli fu e come risulta da molteplici testimonianze di persone che lo conobbero da vicino. Ma se l'A. non ci cela le sue miserie, che non furono poche, soprattutto verso il tramonto, va per altro alla ricerca ogni volta dei motivi che ne furon spesso l'inconsapevole causa e si studia, con scrupolosa avvedutezza, di mettere ad ogni occasione in bel rilievo le sue doti eccezionali di intelletto, dì fierezza e di coerenza mai smentite, che ne costituiscono la gloria immortale.
Efficacissima è, nel primo capitolo, la descrizione dei lati tipici del suo tem­peramento quali egli rivelò, nei primi giorni dei suo soggiorno in Londra, agli ospiti dal partito Whig, dai quali, con suo gran stupore, fu accolto entusiasti­camente. Il Vincent ci fa assistere ad alcune curiose inattese esplosioni del poeta: quando, ad esempio, irritato durante uni pranzo tra illustri commensali, se qual­cuno lo contraddiceva, si alzava d'improvviso da tavola e correva per la stanza con il coltello in mano pestando i piedi; o quando, durante le partite a scacchi, se faceva una mossa sbagliata, si strappava i capelli e gettava per terra tutti i pezzi; o quando, ancora, invitato dalle eleganti dame della migliore società a recitare versi suoi li pronunciava per dar loro forza con, veemenza di parole e di gesti, percorrendo a grandi passi la sala, scotendo il capo per allentare il ciuffo ribelle, si che le ascoltatici più pavide si impaurivano temendo un eccesso di isterismo. Ma sarebbe grave ingiustizia (afferma il Vincent) fermarsi alla super­ficie e trarne pretesto per dichiarare (come infatti si legge ancora su qualche nostro manuale) che il Foscolo in esilio non andò affatto a genio a molte per­sone: egli fu ammirato e amato più che non si creda da uomini e da donne di ogni età e di ogni ceto, e non solo per l'altezza dell'ingegno e per la formidabile cultura classica, specialmente greca (allora in Inghilterra il classicismo era stret­tamente legato con le virtù pubbliche e private) e per il suo patriottismo, per aver avuto la temerarietà di dettar moniti a Napoleone mentre era ancora esposto alle sue rappresaglie, ma anche per il suo fascino personale, poiché sapeva essere amabilissimo quando voleva, e segnatamente (e mi piace riferire le precise parole dcllfA.) perche '.sotto le chiassose apparenze egli nascondeva un'incantevole schietta bontà. Ma ad un altro motivo, e per noi importante, fu dovuto il suo immediato successo. In quegli anni gli studi italiani, soprattutto a Londra, erano in gran voga: non c'era persona di società che si permettesse di ignorare la nostra lingua, e la studiavano non solo gli aristocratici, ma anche i borghesi. E maggior interesse si dimostrò per le cose nostre dopo i primi moti rivoluzionari del 1820-21 : l'opinione delle masse, essenzialmente liberali, cominciò a considerare gli Italiani come un popolo oppresso e dominato da governi stranieri e reazionari. Durante il soggiorno a Londra del Foscolo nacque la solidarietà inglese per il nostro Risorgimento.