Rassegna storica del Risorgimento
anno
<
1955
>
pagina
<
526
>
526
Libri e periodici
in ogni cosa e su cui si erge, per un momento, intatta, un'immagine d'incorrotto perfeziono (come, ad esempio, l'Isabella Rondoni). Anche in Inghilterra egli conservò inalterata la sua brama di amore, ma continuò a ricercarlo in questa o quella delle forme di cui inconsciamente il suo animo si era assetato, e parecchie donne, tra cui Maria Graham e Barberina Brace, gli offersero il loro caldo cuore. Invece Lady Caroline Land una donna demonio non può essere fatta rientrare (cosi il Vincent) in alcun modo nelle categorie femminili da cui il Foscolo potesse essere attratto, per l'appunto perchè non era né verginea , né materna . L'A. esclude assolutamente, dall'esame delle lettere tra i due, che essa sia stata la sua amante: si trattò tutto al prò, almeno da parte di lui, di un premuroso interessamento. Anche un numeroso grappo di fanciulle ebbero per lui un vivo trasporto, quali, tra le altre, le affascinanti Jane, Charlotte, Anna e Fanny Ilariey; e pure si compiacque di annoverarlo tra i suoi ammiratori l'intelligente Caroline Russell, l'ispiratrice dei Saggi sopra il Petrarca , anche se non potè nutrire alcuna passione per il poeta per la gran differenza dell'età, mentre egli, che se ne era follemente invaghilo, ne ebbe, per le sue ripulse, il cuore spezzato. Ma la pura affezione il Foscolo trovò solo nell'abbraccio innocente di una povera creatura: Floriana. Su di essa per altro l'A., che non ha mancato di fare le più accurate ricerche, rimaste piuttosto infruttuose, solleva non pochi dubbi. Non nega invero la paternità del poeta, comprovata dalle recise affermazioni nelle sue lettere, ma accetta con molte riserve l'opinione comune sui rapporti che sarebbero intercorsi tra il Foscolo e la famiglia Hamilton (che la madre di Floriana sia stata Sophia Hamilton non è che un'ipotesi, ritenuta da tutti gli studiosi per vera, della scrittrice Miss M. C. "W. Wicks): comunque, dà per certo che Floriana morì circa sette anni dopo il padre, e non nel 1829, come si legge nelle biografie italiane, e che non fu sicuramente sepolta a Chiswiek, perchè il fatto non risulta dai registri della parrocchia del luogo.
II Foscolo durante l'esilio fu continuamente travagliato dalle cattive condizioni di salute. Aveva una costituzione sensibilissima, sulla quale si riflettevano dolorosamente le impressioni del mondo esterno. Una corrente d'aria, un raggio di sole, una conversazione troppo accesa bastavano per provocargli una emicrania. Soprattutto lo facevano soffrire i reumatismi, favoriti dall'umido clima inglese. Quando si ponga mente (avverte l'A.) ai suoi lavori letterari, cui, spinto dai dissesti finanziari sempre più rovinosi, si dedicò, specie negli ultimi anni della vita, con un fervore instancabile, lavorando ore e ore senza quasi riposo, tra mille preoccupazioni e spesso anche infermo, c'è senz'altro da ammirare l'inesausto suo vigore intellettivo e la sua forza del volere, veramente straordinaria. Formidabile, a detta del Vincent, il lavoro giornalistico condotto a termine tra il 1818 e il 1819: son da ricordare, tra l'altro, i due artìcoli famosi su Dante (comparsi in Edinburgh Iieview); il saggio sulla presente letteratura in Italia; quelli su Pio VI e su Parga e le 70 pagine di varia dottrina sui Poemi narrativi e romanzeschi italiani. Seguirono, nel 1821, gli articoli sul Petrarca e Laura, e i Saggi sul Petrarca, stampati privatamente in 16 copie da Samuele e Riccardo Benilcy: gli articoli suir*Amleto e sulla Rivoluzione di Napoli nel 1798-99; nel 1822 i brani delle Grazie; gli studi su Michelangelo, su Federico e Pier delle Vigne su Guido Cavalcanti e sulle liriche del Tasso; nel 1825 il commento alla Divina Commedia, edito dal Pickering di Londra, e la pubblicazione in tre volumi dell'edizione originale del Deca mero ne; nel 1826 gli orticoli su Cleopatra, sul Boceacio , su Michclangiolo poeta , sulla Gerusalemme liberata , sui critici della storia d'Italia; nel 1827, l'articolo sulle Memorie di Casanova e lo studio sulla Storia della costituzfono democratica a Venezia . Un'ontologia ilei la poesia italiana in 3 volumi, cui lavorò attorno per molto tempo, non vide mai li lucei