Rassegna storica del Risorgimento

anno <1955>   pagina <527>
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Libri e periodici 527
Afferma il Vincent che in ogni scritto foscoliano, anche in quelli di minor impegno, vi son sempre sprazzi evidenti di pensiero originale: ma non convien dimenticare che alcuni di essi, e in ispccie quelli di più ampio respiro, rappre­sentano per il poeta una nuova grande conquista: noni solo di eletto erudito ma di finissimo interprete di poesia e di anticipatore della critica letteraria. Qualche residuo vi è ancora in lui della cultura settecentesca ; ma mirabile è la sua ten­denza ad illustrare la personalità degli scrittori e a collocarli concretamente nel­l'epoca che Cu loro. Nei saggi su Dante vi son pagine, qua e là, più suggestive, ad onta del tempo, di quelle di molti critici contemporanei: ma soprattutto la vasta monografìa sul Petrarca è tutl'oggi ancora un modello di indagine storica e psicologica.
La densa fatica del Vincent, di cui ho cercato di tracciare le linee essen-zialÌBsime (l'addentrarmi nei particolari sarebbe stato troppo lungo discorso) è stata ritenuta da qualche studioso un'opera documentata validamente, sì, ma dettata da una asprezza sottile e da un certo dispregio verso il personaggio preso in esame, sicché, a suo avviso, manchiamo tuttora sul Foscolo inglese di un lavoro esauriente e sereno. Pare a ine* all'opposto (e ne ho dato a mano a mano le prove), che nulla vi sia nel saggio egregio delTA. che possa offendere il nostro orgoglio nazionale: condotto con metodo rigoroso e1 con molteplici nuovi accer­tamenti ben fondati e giustificati, è scevro di ogni preconcetto, perchè il Vincent si è sommamente preoccupato (son sue parole) di rifuggire in ogni modo dallo scopo volgare di svalutare un uomo di gran genio , le cui sventure consumate dal fuoco creativo toccano la nostra fantasia e commuovono la nostra anima . Non è una esaltazione, certo, l'opera del Vincent (se cosi fosse non sarebbe punto il caso di parlarne in sede critica), ma non è neppure soltanto una diligenjte cronaca biografica; è qualcosa di più: è una compiuta storia interiore del periodo dell'esilio, nella quale la figura del Foscolo vien colta e interpretata nella sua unità spirituale, e cioè nella sua umanità più profonda e più vera.
MARINO CIRAVECNA
ANNA MARIA FESTUCCI, Jesi durante la Restaurazione. Premessa di A. M. Ghisul-berti; Jesi, Edizioni della Biblioteca Comunale, 1954, in 8, pp. 119. S. p.
E. Sestan in un informato saggio sull'erudizione storica in Italia affermava giustamente che dopo la prima guerra mondiale tale tipo di ricerca aveva perso quel credito e quel prestigio assai forti di cui aveva goduto mei trentennio o quarantennio precedenti, ma che non si era arrestato od esaurito il getto delle pubblicazioni erudite, che ancora inondava l'editoria nazionale.
Tale osservazione, oggi, sarebbe valida solo in parte perchè l'erudizione sto­rica si è ridotta, anche come quantità, a poca cosa. Chi vive nelle città di provincia sa che quei cospicui gruppi di avidi saccheggiatori dei patri archivi vanno sem­pre più diminuendo e che solo qualche raro, simpatico vegliardo va ancora rovistando le polverose carte:
La coscienza di tale fenomeno esiste anche a parte subiecti, tanto è vero che anche recentemente la Deputazione di Storia Patria per le Marche doveva con­statare nei suoi Atti e memorie di riuscire con fatica a mettere insieme un volume apprezzabile per la limitata scelta u sua disposizione a causa della modestia degli argomenti} dell'esiguità delle trattazioni e del loro scarso valore, s)
J) ERNESTO SESTAN, L'erudizione storica in Italia, in Cinquantanni dì vita intellettuale italiana (1896-1946), voi. il, Napoli, 1950.
Éf. DEPUTAZIONE ni STORIA PATRIA I-EII LE MARCHE, Atti e memorie. Serie VII, voi. Vili, Ancona, 1953.