Rassegna storica del Risorgimento
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1955
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534
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Libri e periodici
Le controversie avute dal Mai con altri studiosi sono seguite nei loro particolari. Solo talune note lasciano qualche dubbio, soprattutto quando il Gervasoni prende in esame alcuni passi delle lettere dedicatorie del Mai nelle quali sono, naturai* mente, contenute delle espressioni di generico e retorico elogio di illustri personaggi, ai quali il Gervasoni ha il torto di dare valore di giudizi politici. Cosi, a commento di un passo, d'altronde estremamente generico, nel quale il Mai alludeva all'Imperatore, il Gervasoni commenta: La restaurazione austriaca in Lombardia, dov'era ricordata la precedente munifica amministrazione di Maria Teresa e di Giuseppe II, non poteva che sembrar naturale > (pag. 96, n. 4). Il Gervasoni sembra dimenticare come tutti i partiti nazionali, ai fossero opposti fino all'ultimo a tale restaurazione che ritenevano del tutto contraria alle aspirazioni della popolazione lombarda e mostrarono ripetutamente le loro speranze che venisse con servato nella sua integrità il Regno, assegnando anzi ad esso una più precisa autonomia.
Ma ancor più lasciano intendere il modo assolutamente acritico di interpretare la storia, due note del Gervasoni a un'altra lettera dedicatoria del Mai, questa volta diretta a Carlo Alberto e datata nell'ottobre 1818, quando il Carignano non era ancora passato attraverso nessuna delle vicende più drammatiche della sua vita. Annota infatti il Gervasoni, commentando un nomenque adeo tuum aliquando in monumentis rerum geslarum incisum cum laude ac notatum videbimus >, che 6i tratta di un profetico preannuncio, non certo difficile con le testimonianze che ne davano il Monti e il Giordani; ma tuttavia sempre singolare, perchè espresso trentanni prima dell' " anno dei portenti ** (p. 272 n. .-) ; è evidente che siamo di fronte a delle accademiche forme d'omaggio e volerne ricavare dei profetici preannunci è del tutto gratuito. Poco più in là, un'altra nota, che non si comprende bene a quale concetto espresso nella lettera si riferisca, dà il più ampio credito alla leggenda di G. Galletti secondo la quale se non fosse stato dissuaso dal confessore Padre Giovanni Antonio Grassi (l'amico del Mai), Carlo Felice avrebbe voluto lasciare il Regno a Beatrice, primogenita di Vittorio Emanuele I (p. 273); è noto invece quali furono i motivi, di ordine prettamente politico, che indussero Carlo Felice a decidersi a favore del Carignano.
Un documento interessante per individuare la formazione del Mai è la cantata che nel 1799, a diciassette anni, egli dedicava a San Luigi assumendolo simbolicamente a protettore di Bergamo che era stata risparmiata dalla guerra in corso tra Austro-Russi e Francesi; il Mai vi esalta l'Imperatore austrìaco che D ramoscel di pace/Portando, a te già move/promettitor verace/d'alma felicità, mentre si scaglia con estremo vigore contro i Francesi orribili e carichi di empio orgoglio. Fin da quél giovanile momento le preferenze del Mai sono ben delineate e rivolte in una direzione molto precisa; e non si potrebbe pensare altrimenti per chi era stato iniziato alla vita pubblica in un ambiente dominato dalla personalità del Padre Mozzi, uno degli esponenti più tipici e meglio definiti della antirivoluzionc . La stessa carriera ecclesiastica compiuta dal Mai, fino al cardinalato ed alla responsabilità della Congregazione dell'Indice, mostra chiaramente come egli fosse accetto all'ala più conservatrice e zelante, facente capo all'alloro segretario di Stato, cardinale Luigi Lamhruschini. Ma il richiamare alla mente questo nome, ci fa subito pensare all'altro Lamhruschini, a Raffaello, il giovane amico del Mai: due strade, quella di Raffaello e del Mai, che sembrano parallele fino al 1814-1815 ma che, da quella data, si mostrano divergenti, avviate in due direzioni assolutamente opposte. Ma attendiamo i successivi volumi del* l'Epistolario il Angelo Mai, prima di formulare un definitivo e complessivo giudizio su una dello personalità di maggior rilievo del mondo ecclesiastico italiano durante il Risorgimento. Lmc* AMBROSOU