Rassegna storica del Risorgimento

anno <1955>   pagina <535>
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Libri e periodici 535
UMBERTO MARCELLI, La politica europea e la questione italiana. Orientamenti e discussioni dal Sismondi al Cavour ; Bologna, Cooperativa Tipografica Azzoguidi, 1953, in 8, pp. 42 (estratto dal voi. IV serie V delle Memorie della Accademia delle scienze di Bologna. Classe di Scienze Morali).
L'autore parte dall'esame di alcuni scritti pubblicati dal Sismondi tra il 1818 ed il 1832, e riconosce nei Progetti del?Austria sull'Italia (1821), in Sulla guerra attuale fra la Russia e i Turchi (1829), Il futuro svelato (1831), Le speranze e la realtà (1831), Delle speranze e dei bisogni d'Italia (1832), la preoccupazione, co* stante nello scrittore ginevrino, di considerare la questione italiana come problema centrale per le sorti dell'Europa e della libertà.
Il Marcelli studia quindi i rapporti che legano il Sismondi al pensiero politico italiano del primo Ottocento, a Santorre di Santarosa, a Giuseppe Mazzini, a Cesare Balbo. Lontana dalla visione razionale, critica e positiva del Sismondi appare quindi la concezione fideistica e rivoluzionaria di Mazzini che, negando fiducia agli Stati ed alla diplomazia, mira ad una insurrezione generale dei popoli oppressi con la distruzione totale dei mostruosi imperi austriaco e turco. Motivi cari al Sismondi ritornano invece nel pensiero di Balbo, che raccoglie anche l'eredità della tradizione politica e diplomatica del Piemonte settecentesco. Ma solo più tardi quei principi e quelle aspirazioni troveranno una più concreta espressione ed un reale inserimento nella vita italiana ed europea, soprattutto riguardo alla questione orientale, nel pensiero e nell'azione politica di Camillo di Cavour. p p
G. C. L. SISMONDI, Opuscoli politici, a cura di Umberto Marcelli; Bologna, Zuffi, 1954, in 8, pp. 326. L. 1800.
Sotto gli auspici della Facoltà di lettere della Università di Bologna è uscita questa raccolta, interessantissima, degli opuscoli politici del Sismondi, scelti con cura intelligente dal Marcelli, che vi ha premessa una dotta ed equilibrata intro­duzione. Scritti tra il 1821 e il 1836, a qualche distanza cioè dalla sua famosa opera storica suUe repubbliche italiane del medioevo, hanno una particolare im­portanza perchè segnano il passaggio, nel pensiero del Sismondi, dal giudizio mera­mente storico ad un giudizio proteso all'avvenire. La maggior parte (e sono i più profondi) trattano della questione italiana: stesi in origine in lingua francese, son stati tradotti in lingua nostra da anonimi del periodo del Risorgimento. Il Marcelli ha riprodotto integralmente i due testi quando gli è stato possibile rintracciarli. Poiché merita, vediamo di coglierne, senza seguire alcuna linea cronologica, le idee essenziali.
L'indipendenza sovrana degli Stati è il diritto eterno, universale, giammai con­trastato, neppure da quelli che lo hanno violato. Ogni popolo autonomo e indi pendente, sia grande sia piccolo, è membro con ugual titolo della repubblica cri­stiana e non può essere violentato dai suoi vicini e forzato a cambiare il suo governo, a rinunziare alle riforme che desidera o a sottomettersi ad un governo straniero. Opprimere i deboli è un delitto; ma coloro che Io hanno commesso sapevano almeno di non poterlo commettere senza un accordo fra gli oppressori, perchè l'attacco di uno solo di essi contro un debole sarebbe stalo considerato come una oppressione contro tutta la cristianità. Cosi l'intervento delle grandi potenze negli affari del Belgio fu una grande ingiustizia: ma se una sola delle potenze vi fosse intervenuta senza il concorso delle altre, ciascuna di queste avrebbe considerato il fatto come un atto ostile contro se stossa. Perciò l'Italia, per non venire oppressa, deve trovarsi assolutamente sotto la garanzia della fede pubblica e dell'interesse comune, perchè la questione italiana è questione di equi* librio europeo. "È una necessità inderogabile per l'Europa che l'Italia, di cui non