Rassegna storica del Risorgimento

anno <1955>   pagina <543>
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Libri e periodici 543
critica. Uomo di fede e di passione sincere e nobilissime, con la sua fede e con la sua passione ha voluto illuminare il pensiero e razione di colui cui egli si affida come a maggior maestro. Bella figura quella di Alberto Alarlo, uno dei migliori e più degni uomini della democrazia risorgimentale, al quale la certezza assoluta nel proprio credo non ha mai impedito un più vasto ardore d'umanità, un più vivo senso di fraterna comprensione per tutti, anche per chi era al di là di quella barricata sulla quale gli aveva dato teatrale appuntamento il Carducci.
Si leggano le parole per il secondo anniversario della morte di Vittorio Ema­nuele H (pp. 486487), si mediti l'austera confessione: cerco il vero e lo dico e in omaggio al vero mi accade talora di lodare gli avversari e di biasimare gli amici (p. 509). Che è, {orse, il sentimento che unisce il polemista garibaldino assetato d'umanità Alberto Mario al medico filantropo e allo squisito poeta Aldo Spailicci. Al quale non deve certo dispiacere una confessione di Ernesto Renan, che meriterebbe di essere del suo Mario: nei discorrere sento che sono sempre un poco dell'opinione del mio contradditore
In venti fitti capitoli è tessuta la biografia del Mario, del quale è particolarmente sottolineata la concezione federalista, mutuata dal Cattaneo, nel nome della quale aveva mosso guerra a monarchici e a repubblicani unitari , e il contrasto con la teoria mazziniana della insurrezione per far cadere la monarchia. Era l'uomo dei placidi tramonti, avverso ai tentativi tenebrosi e violenti e convinto che bastasse il voto di una maggioranza per revocare il mandato affidato dal popolo al re (p. 318).
Con Mario, naturalmente, anche Jessie la Giovanna d'Arco della rivoluzione italiana (cap. Vili), secondo la definizione di Mazzini del '57. Che era, in realtà, Dna definizione piuttosto ironica, almeno a giudicare dalla lettera alla Biggs in cui si trova (MAZZINI, Scritti, Appendice* voi. V, pp. 239-240): Jessie Meriton Mario will niakc her appearancc on Monday. Ohimè! Women will always mener deux affaires de front. So, the Jeanne d'Are of Italy thought that she would bave eitber revolution or Mario.... Anche se non arrivava, come il Montazio, a chia­marla bislacca e fulva pulzella, o, come altri, a imputare alla rossa virago le corbellerie aggiunte al testo di Austrian Dungeons in Italy di Orsini, qualche volta Mazzini non sapeva fare a meno di sbuffare davanti a certi atteggiamenti di lei. Jessie whom I see now and then is dogmatic and absolute to a point wbich really could not be borne, were it not for the real noble devoledness she shows to our wounded. She blames everybody, but Mario: taxes the Italiana with cowardice, the only thing they cannot be taxed witb... (a Carolina Stansfcld, 10 ottobre 1860, in Scritti, voi. LXX, pp. 151-152). E peggio poco dopo: Jessie, good, devoted as she is, makes me feci furious. She speaks like a soldier, insulta everybody, enters ten times Nicotera's room without bowing or speaking one word to bis wife, is dictatorial in her tone far more than Garibaldi bini self; and has Iately taken the habit of declaring the Italiana the worst race in the World and happiness to be identical with one being as far as possible from them... (alla stessa, 1 novembre, ivi, pp. 181-182). Forse, più che Giovanna d'Arco, Cate­rina Sforza, magari anche per le dimensioni e per l'ardore che metteva in ogni cosa. Persino nel mutilare gli autografi, dei quali era in possesso se non servivano ai suoi fini, come dimostrano lettere di Mazzini e di Garibaldi del fondo Jessie Whitc Mario del Musco Centrale del Risorgimento. Ma anche cosi, con questo suo sanfedismo democratico ci ri passi l'accostamento , con questa spregiu­dicatezza di fronte ad una verità che noni fosse la Bua, simpatica e schietta, nella sua prepotenza e nel suo ardore. E per queste sue qualità migliori degna conv pagna del putelazzo d'un tempo, di chi, non più accettando il eredo filosofico mazziniano e il mazziniano concetto dell'ordinamento statale, era sempre rimasto fedele alla dottrina morale del Maestro. A. M. G.