Rassegna storica del Risorgimento

anno <1955>   pagina <548>
immagine non disponibile

548 Libri e periodici
un vago sentimento d'insofferenza per il duro dominio imposto all'isola nel suo complesso. Questa caratteristica della situazione siciliana deriva dalla complessiva debolezza del Sud rispetto al Nord: il quale ultimo entro il quadro della più vasta operazione di soggiogamento delle classi inferiori della società italiana, ne conduce un'altra particolare di soggiogamento del Mezzogiorno, socialmente ed economicamente meno sviluppato rispetto al Settentrione più evoluto* più forte, e quindi più ricco di possibilità egemoni che. Questa caratteristica* a sua volta, è alla base dell'ampiezza che lo schieramento di opposizione assume in Sicilia,' dove per molti anni i funzionari governativi sono pressoché isolati, scarsamente e fiaccamente appoggiati da nno strato sottilissimo di moderati; e questa particolare situazione crea un circolo vizioso, perchè di necessità induce il governo e i suoi rappresentanti, per mantenersi al potere ed esercitare un controllo, ad accentuare la pressione poliziesca attraverso forme semicostituzionali o addirittura incosti­tuzionali. E questo loro comportamento determina, a sua volta, nuove reazioni e facilita l'afflusso di nuove forze all'opposizione (p. 615-16).
Quanto a quest'ultima (ed in parte a cagione della qualità delle fonti, come si è accennato) non consentiamo del tutto, però, sulla valutazione delle correnti democratiche più avanzate. Non ci pare possibile, infatti, svalutare molto i dati del Rosselli e fidarsi eccessivamente delle testimonianze di polizia; ed in verità lo stesso Alatri riconosce che senza che le autorità se ne rendessero perfetta­mente conto, si passava inavvertitamente dalle posizioni mazziniane a quelle inter­nazionaliste (p. 405). Che se l'organizzazione delle forze cui quelle coerenti si richiamavano fu lenta, essa non era poi di molto più avanzata, per il periodo in questione, nelle altre regioni, almeno da quanto apparve nella prima decisa azione governativa del 1874. Comunque, anche a dar fede esclusivamente ai rap­porti di polizia, nel 1874 la Sicilia contava 14 sezioni, sulle 129 che esistevano in Italia, e 3618 iscritti su 26.704. Due anni dopo le sezioni siciliane sarebbero salite a 25. Un più concreto sfondo potrebbe, invero, venir fuori da un appro­fondimento di ricerche sull'evoluzione (che presuppone pur sempre un qualche ambiente 1 di alcune figure caratteristiche della corrente democratica, che dalle esperienze del 1848, del 1860, del 1866, confluirono nel moto internazionalista: da un Rosario Bagnasco a un Domenico Corteggiala, a un Giuseppe Badia, a un Lorenzo Minneci, al Friscia, al Riggio, all'Ingegneros, al Sammito, al Gramaglie. Quale sia poi il rapporto fra la particolare fortuna che ebbe il Bakùnin nel Mezzogiorno e la struttura economica di questo è altra questione.
Riteniamo, infine, che in un lavoro ampio come quello dell'Alain sia, quanto meno, naturale che cada qualche svista o qualche refuso: pensiamo che, senza bisogno di elencarli, un lettore provveduto possa, in genere, rimediare da sé e bene spesso si tratta anche di questioni di poco momento. Strana ci sembra sol­tanto quella notata a p. 87, dove, nella nota 1, l'Alain ritiene di dover procedere all'identificazione dell'autore dell'opuscolo Dèlta Sicilia. Lettere di un uomo poli­tico ad un ministro attraverso le carte Raffaele della Biblioteca comunale di Palermo ed un elenco di scritti del Raffaele dovuto al D'Ancona. Ma le Lettere apparse nel settembre del 1870 sulla Gazzetta di Palermo e ripubblicate ancora anonime in opuscolo nel 1875, nel 1883 furono poste dallo stesso Raffaele a con­clusione delle ripubblicate Rivelazioni storiche della Rivoluzione dal 1848 al 1860 che pur sono citate dal'Alatri. più oltre con aperto riconoscimento di paternità.
Il lavoro dell'Alain" s'inserisce, comunque, e ben degnamente, nel corso delle recenti e più feconde ricerche sul Risorgimento in Sicilia, e sia anche concesso, a noi isolani, di essere grati all'autore per quell'atto di simpatia verso la nostra Regione che, senza alcun velo di pregiudizio, sta sempre a sostegno delle sue belle pagine. RENAIO COMPOSTO