Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1955
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pagina
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550
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550 Libri e periodici
dai cantori di provincia (cfr. P. SUZZARA VKIUJI, Poesie, Mantova 1880, n. 91: Il gemito della Francia):
0 veglio, chi se* tu, che tanto amore
Hai diffuso nel volto e sei si bello?
Vieni tu forse redentor novello
A questo afflitto e generoso suol?
Oh viva Garibaldi! Oh viva il santo
Drappel di prodi che gli fan corona!
Cessi tosto la tema e cessi il pianto:
Non è più notte quando appare il sol. RENATO GIUSTI
EMILIO ONDEI, Giuseppe Zanardelli e un trentennio di vita italiana ; Brescia, Tip. Pavomana, 1954, in 8", pp. 322. L. 1000.
Nel saggio dall'impegnativo tìtolo Giuseppe Zanardelli: e un trentennio di vita italiana E. Ondei ha inteso studiare IV opera giuridica e politica di G. Z. sopra due piani ben precisi: quello della storia nazionale e quello della dottrina ritenendo che solo in tal modo si possa far rivivere il personaggio anche nel nostro tempo (p. 5). La materia è stata ordinata in quattro capitoli. Nel primo ( L'Italia è fatta , pp. 11-36) l'O. segue la formazione intellettuale e l'azione dello Z. fino alla liberazione della Lombardia e alla sua elezione a deputato (1860). Seguono una prima ed una seconda parte dedicate rispettivamente all'uomo politico e al giurista (pp. 39-177 e 181-271). Qui l'attività dello Z. è stata esaminata per problemi (la libertà di associazione e di stampa, il trasformismo, la politica ecclesiastica, la politica economico-sociale, la politica estera, nella parte prima; l'ordine forense e la sua libertà, l'ordinamento giudiziario e l'indipendenza della magistratura, il codice di commercio e il liberismo economico, il codice penale, Ta tutela dei diritti di libertà e i conflitti di lavoro, nella parte seconda) Nel capitolo conclusivo (pp. 275-317) l'O. indica ciò che di attuale e di inattuale sussiste nel pensiero e nella prassi dello Z. in relazione ai problemi del nostro tempo, ed espone le proprie idee sull'essenza e sull'attualità del liberalismo politico.
La prima domanda che- nasce di fronte al duplice intento dell'A. ricostruire la personalità dello statista bresciano, visto nell'ambiente in cui operò, ed esercitare un'influenza politica sul nostro tempo è se la preoccupazione pratica abbia nociuto o no alla ricostruzione storica; o, che fa lo stesso, quale delle due preoccupazioni sia, diciamo cosi, prevalsa nel momento della genesi dell'opera. Orbene, non c'è dubbio che la sfera in cui principalmente s'aggirano gl'interessi mentali dell'O. non sia quella teoretica, del ripensamento storico, bensì quella pratica, della pubblicistica. Il punto di partenza dell'O. non è infatti un problema Btorico da risolvere, un interrogativo della coscienza o dell'intelletto, che vuol piegato l'agire di un uomo in ordine a determinate situazioni storiche; è una preoccupazione, invece, di ordine pratico: ammonire i contemporanei che hanno abbandonato la strada dei loro predecessori. Di qui il tono tra idillico ed elegiaco, dì idealizzazione insieme e di rimpianto, con cui Bono rievocati un nomo e un periodo che avrebbero incarnato il costume e gli ideali politici cari all'A.
Ma la preoccupazione pratica e lo stato d'animo conseguente non osterebbero a die il libro conservasse valore storiografico, se esso arrecasse un qualche contributo ad una più approfondita conoscenza dell'uomo e del suo tempo, o coti l'apporto di nuovi dati, o con ta rielaborazione e la sintesi, effettuate con rigoroso voglio critico, con l'ausilio della più affinata metodologia, delle fonti già note