Rassegna storica del Risorgimento

anno <1955>   pagina <552>
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552 Libri e periodici
dolili nostra storia recente, operato in tono censorio, a scopo d'ammaestramento politico, con citazioni sovente inesatte e incomplete.
Di fronte a questi difetti d'impostazione e d'esecuzione importanza secondaria riveste Io valutazione che l'O. fa dello Z.. mancando ad essa una solida base di prova. Basterà dire che il motivo dominante del saggio è l'assoluta purezza e coe­renza del liberalismo dello Z., raramente incrinato sotto la spinta della necessità, vera o presunta, del momento: come nelle disposizioni del codice penale sulla repressione degli abusi dei ministri del ctdlo , art. 182 e 183, introducenti disparità giuridica di trattamento tra privati cittadini e sacerdoti (pp. 119-122); nell'accettazione dei tribunali militari, nel maggio 1898 (pp. 65*68); nella milita rizzazione dei ferrovieri scioperanti (pp. 153-158). Il risultato positivo di questa fedeltà ai principi sta nell'aver trasformato il concetto di Stato di diritto consi­stente nel l'aspetto prevalentemente negativo della libertà (tutela del cittadino contro gli arbitri dell'autorità che siano contrari alla legge)... in quello positivo, clic si riassume nella formula: nessun potere all'autorità non solo contro la legge ma neppure mancante di una esplicita consacrazione legislativa, e nessun divieto alla libertà dei cittadini a discrezione, non legalmente regolata, dell'autorità stessa (p. 275).
Nel valutare i singoli episodi e i singoli problemi, per lo più l'O. concilia ecletticamente, o trasceglie con criterio empirico (enunciato a p. 6), o corregge con superficiale buon senso i giudizi dei contemporanei, o degli storici e dei memorialisti posteriori da lui utilizzati. Perciò un esame dei singoli punti del libro non ci sembra necessario.
I rilievi fin qui mossi si riferiscono principalmente ai primi due capp. del libro, come a quelli di contenuto più dichiaratamente storiografico. Quanto alle pagine dedicate allo Z. giurista, ci limiteremo ad osservare che troppo poco, e in modo piuttosto generico, si sono indicati i legami tra questo aspetto dell'attività dello Z. e l'humus politico-sociale e culturale da cui essa (e in primo luogo il Codice penale) è germogliata. L'O. ha bensì nell'Avvertenza chiarito d'aver con­dotto lo studio anche sul piano della dottrinai ma. trattandosi qui di un uomo dazione, non ci pare sia producente considerare cosi in astratto un pensiero che nasce continuamente dalla vita concreta e su essa ritorna per realizzarsi in azione, in circolo perenne.
L'ultimo capitolo è pubblicistica vera e propria. Indirettamente (ma talvolta in modo esplicito) l'A. vi espone i propri convincimenti politici: la critica alle aberrazioni nazionalfasciste dello Stato etico e (in minor misura, trattandosi di un'esperienza non italiana) alla dittatura di classe; la coscienza della crisi odierna dello Stato parlamentare; il possibile tramonto del liberalismo politico, e la sua perennità come metodo di libertà, come condizione necessaria per concretare durevolmente la felicità [materiale, economica] all'atto in cui si dissipa l'illu­sione di una sua conquista definitiva (p. 284); la non-connessione dei liberalismo politico-morale col liberismo economico : imn vi è alcun rapporto di causa né di effetto tra le libertà del liberalismo come concezione filosofica e religione della vita e le libertà del liberalismo economico, come non. vij è nessuna ragione di considerare incompatibili le libertà intellettuali e morali con le neces­sità dell'economia socializzata e controllata (p. 293). Tesi, quest'ultima, già soste­nuta dal Croce nella sna polemica con l'Einaudi sul rapporto tra liberalismo e liberismo (193741), ma che qui, ci pare, rivive come espressione altresì di una aspirazione oggi diffusa in certi settori del cosi detto ceto medio, della piccola e media borghesia d'educazione laica d'Italia e di Francia, verso una forma politica non confessionale, che sappia risolvere con radicali riforme di struttura i problemi sociali di oggi senza sacrificare la libertà, riproducendo in certo modo sul conti­nente il programma ed il metodo del laburismo britannico. RnREftTri HKRMMII