Rassegna storica del Risorgimento
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1955
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Vita dell'Istituto
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italiana. Dall'esultazione della Destra liberale* l'oratore passò poi ad analizzare le manchevolezze e le deficienze della Sinistra dal 1876 in poi, notando però che nonostante tutto il popolo italiano potè godere delle libertà fondamentali ed educarsi nella libertà.
U Mezzogiorno, nonostante il brigantaggio e la sua indiscriminata repressione, nonostante rotte le deficienze dell'amministrazione italiana, potè presentare alla attenzione della nazione il suo problema ed acquistare coscienza di sé ed evolversi in senso positivo.
Ma l'unità d'Italia minacciò di sfasciarsi per colpa di uomini e di eventi.
Nella resistenza gli Italiani si ritrovarono fratelli, a qualsiasi partito appartenessero, e nella lotta salvarono l'unità italiana.
Seguì un intervento del sig. Gratteri ehe chiedeva chiarimenti sulla cosiddetta conquista piemontese dell'Italia e sulla mancata partecipazione delle masse al moto del Risorgimento. H prof. Spini chiari che non si può parlare di colonialismo piemontese perchè tutti gli italiani contribuirono all'unità della Patria e se le masse non poterono contribuire in misura elevata ma pur vi contribuirono come poterono al movimento risorgimentale perchè non erano educate bisogna pur riconoscere che si son potute elevare nell'unità e nella libertà.
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SALERNO. I soci iscritti nel 1954 erano 44, di cui 12 vitalizi; pur tenendo conto dei deceduti e di qualche inevitabile defezione, il loro numero, in questo primo semestre del 1955 è salito ad 80; esso sarà presto superato.
Il ciclo di conferenze organizzato dal Comitato, ha conseguito un ottimo successo; esso sarà ripreso nel prossimo autunno, principalmente nel centri di cultura periferica, secondo il programma stabilito.
L'Amministrazione provinciale locale ha deliberato, per l'attività che il Comitato va svolgendo, un contributo di lire centomila, altro contributo di lire trentamila delibererà il Municipio.
Poiché la lapide ai Caduti di Adua, invéce che al Palazzo municipale, dovrà murarsi sul prospetto di un edificio militare (sede del Distretto) si è dovuto, dopo accordi verbali col Comando della Divisione, chiedere l'assenso al Comando Territoriale di Napoli; la cerimonia subirà, pertanto, ancora un ritardo.
Quale membro della Giunta della commissione toponomastica comunale ho, con un memoriale, proposto l'assegnazione di nomi di martiri e patrioti del Risorgimento a molte strade della città.
Sarà, poi, murata sul prospetto del Palazzo municipale, una lapide a Costabile Carducci, per la quale ho già dettata l'epigrafe, e, l'anno venturo, pure al Municipio, verrà scoperta una lapide a ricordo dei martiri del 1828. Un'altra lapide, Bulla facciata della Chiesa di S. Antonio de* Nobili, ricorderà la Confraternita che ivi aveva sede, ed adempiva ali ufficio di Confortatrice dei martiri del Risorgimento.
Di recente ho stabilito rapporti col Sindaco di l'adula, perchè siano composti in un degno monumento-ossario, i resti degli oltre cento compagni di Pisacane, caduti nel combattimento, avvenuto in quel Comune, con gli urbani ed i gendarmi borbonici, salme che vennero affrettatamente sistemate in una antica fossa da calce, presso una chiesa ivi esistente, e che, purtroppo, giacciono ancora ivi dimenticate, da circa un secolo!
Mi recherò prossimamente a Padula ed a Sansa, per assumere tutte le iriifor-muzioni possibili inerenti all'eccidio di parte della Spedizione, al fine di chiarire molti punti oscuri e controversi e documentare i miei reconti studi per la ricostruzione definitiva degli avvenimenti. Al mio ritorno farò noto il risultato delle mie indagini.