Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno
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1955
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pagina
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578
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S78
Salvo Mastellone
Per volontà dell'Inghilterra il pacle de fa mille tra i rami regnanti della famìglia di Borbone fn abrogato, ma ciò non impedi che all'accordo, politico delle dinastie si sostituisse una intesa sentimentale. Intesa che nacque dalla comune esperienza della sofferta espulsione, e fu rafforzata dalla improvvisa morte di Maria Carolina (7 settembre 1814) nel castello di Hcrtzeudorf. Le corti di Parigi e di Madrid non sarebbero, invero, rimaste insensibili all'appello della corte napoletana, ed avrebbero appoggiato Ferdinando: in una lettera del 29 novembre 1814 il giovane principe Leopoldo scriveva al La Tour che la Francia e la Spagna erano pronte a ciò fare.
Intanto a Vienna la vita mondana trascinava nel suo ritmo vorticoso i principi liberati dall'incubo napoleonico: Qui non abbiamo che pochissimi momenti liberi giacché non vi è altro che continue feste balli e divertimenti. La preoccupazione dominante dei Borboni di Napoli è, tuttavia, come scacciare Murat: si nutre un certo ottimismo, si crede negli aiuti promessi, ma sarà necessario impiegare la forza. Per fortuna giunge la notizia dello sbarco di Napoleone e il giovane principe, al quale non manca una naturale furberia, pensa che, in fondo, questa faccenda è un bene perchè ciò ha fatto aprire gli occhi a molti sulla necessità assoluta di non lasciare su di un trono nissuno di questa canaglia. E cosi fu. Dopo Waterloo seguirono due restaurazioni; quella dei Borboni a Parigi e quella dei Borboni a Napoli.
Vienna, 29 Novembre 1814 ... Le potenze principali non essendo ancora d'accordo fra di esse, per altro mi lusingo che presto sarà decisa la restituzione del regno di Napoli al Re mio Padre, ma son convinto che bisogna adoperare la forza per cacciare Murat e posso assicurarvi che la Francia e la Spagna sono pronte a ciò fare, ed io ho nissun timore sull'esito deWaffare Murat essendo de-stestato in tutto il Regno.
Vienna, 8 Gennaio 1815 ... Qui non abbiamo che pochissimi momenti Uberi giacché non vi è altro che continue feste balli e divertimenti ove intervengono tutti i Re e Sovrani e Principi che qui ritrovansi, e vi assicuro che aspetto il momento di potervi rivedere per potervi descrivere tutti questi gran Signori che ho bastantemente osservato e credo di conoscere a fondo. Il Congresso avanza, ma lentamente, per altro riguardo ai nostri affari prende una buonissima piega, e son convinto che il Regno di Napoli sarà restituito al Re, ma credo che bisognerà impiegare la forza per cacciarne il Murat. Per altro mi lusingo che quest'estate (?) potremo andare insieme a cenare a Posillipo.
Vienna, 24 Febbrajo 1815 ... Io andrò a fare una visita a Pariggi a mia Sorella, e rimarrò cola un paio di mesi e poi solamente ritornerò in Sicilia per l'Italia; ho come me ne lusingo piutosto a Napoli, giacché la restituzione di quel Regno al Rè mio caro Padre è un affare che io vedo già come fatto, solamente credo che bisognerà impiegare la forza per cacciarne a Murat, e credo che ciò non sarà difficile con gli aiuti che i nostri alleati si propongono di darci, ed i quali secondo me saranno più che sufficienti a tal uopo in modo che spero che faremo delle alegre cene questa estate a Posilipo (sic).
Vienna, 16 Marzo 1815 ... Qui adesso tanto il Congresso quanto tutti non pensano ad altro che alla spedizione di Boa aparte, la quale a mio credere ò per noi un bene; giacché da una parte in vista delle disposizioniT'che ho trovate in