Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
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1955
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Salvo Mastellone
avevano seguito il monarca in esilio; doveva risanare l'erario con un'oculata e parsimoniosa amministrazione delle finanze. E il duca di Ricbelieu, sapendo di trovare nel Castclcicala umana comprensione ed identica sensibilità, parlava delle effettive condizioni della Francia e delle proprie disillusioni: lei, mon cher Prìnce, chaque jour. cresce l'imbroglio comme on dit chez vous, nous perdons du terrain, le parti exalté eroit en pouvoir, et en audace, et se prépare à remettre en question ce qui était décide, et ce que le temps aurnit achevé, En aitcndant, la majorité de la natìon s'inquieta, Vesprit public s'agite, et il est impossible de ne pas prSvoir de très grands maux: je n'y vois plus de re-mèdes, cor mes Ulu-sions sont détruites, etje VOÌÈ àprésent la vérité laute nue *)
Il governo francese intervenne a favore di Ferdinando IV, quando si trattò di sistemare l'exviceré del regno d'Italia. Con un rescritto del 4 giugno 1815 le corti di Russia, di Austria e di Prussia avevano preso a Vienna l'impegno di procurare ad Eugenio Beauharnais un principato di 50 mila abitanti nel regno di Napoli. Dopo lo sbarco sulle coste Calabre nell'ottobre 1815 di Gioacchino Miirat, il governo napoletano fece presente come non fosse prudente esporsi al rischio di consentire ad un altro napoleonide di mettere in agitazione la Penisola, e nel febbraio 1816 rispose con un netto rifiuto. La Francia si fece allora portavoce delle preoccupazioni borboniche di vedere affluire da ogni parte d'Italia intorno al Beauharnais vecchi bonapartisti e nuovi cospiratori: Il est bien plus simple que l'Autriche et la Bavière dans leurs arrangements territoriaux stipulent pour Eugène la petite souveraineté qu'on veut lui donner .2) Poiché anche l'Inghilterra temeva di affidare al figlio adottivo di Napoleone un. principato alle porte di un paese sul quale aveva governato e dove conservava legami e partigiani, le corti alleate decisero di concedere al principe Eugenio uxindemnité pécuniaire di 5 milioni di franchi, in cambio della quale somma il re di Baviera avrebbe assegnato a suo genero un possedimento nel suo regno in completa sovranità. 3) La Francia con i suoi buoni uffici contribuì a fare accettare le proposte napoletane sul modo e sulle epoche di pagamento della somma stabilita. Ferdinando di Napoli doveva pagare i debiti all'Austria in rate mensili di 400 mila franchi: dopo il saldo completo avrebbe continuato a versare la medesima somma mensile al Beauharnais fino al compimento tanto dei cinque milioni quanto degli interessi.
Il marchese di Gircello sperò di concertare un'azione comune col governo francese per espellere i membri della famiglia Bonaparte da Roma. Il duca di Richelieu desiderava, invece, tenerli lontani dalla Francia, e rispose al Caste] cicala, nominato rappresentante a Parigi del governo napoletano, che tutto dipendeva dal Mctternich non avendo il governo francese ninna influenza per determinare la Corte di Roma all'espellere quelli Individui. *' La mancata collaborazione non raffreddò i buoni rapporti tra le due corti tanto è vero che nel 1817 esse giunsero alla conclusione di un trattato di commerciò.
1) Lettera del duca di Richelicu al principe di Castclcicala, 18 marzo 1816.
2) Lettera del duca di Bichelieu al principe di Castelcicala, 25 marzo 1816.
3) Su questo argomento aitrJ documenti sono stati pubblicati: S. MASTELLONE. Eugenio di Beatiharnaisi da viceré d'Italia* a principe tedesco {18141817), in Archìvio storico per le province-napoletane, 1955.
*) Dispaccio del Castelcicala al marchese di Ciroello, Parigi, 9 gennaio 1817.