Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FRANCIA
anno
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1955
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pagina
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581
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Le carte della Legazione napoletana a Parigi 581
Ma le due monarchie avevano preso lentamente un cammino diverso. In Francia il partito costituzionale mirava all'applicazione integrale della charte per pacificare il paese. Nel dicembre 1818 il ministero Dessoles-Decazes soppresse la censura e preparò una riforma dell'amministrazione. Nell'Italia meridionale Ferdinando, dopo essersi deciso à abolir la Constitution de Si-cile et à lever des impdts sans assembler le Parlement limitò, sempre più la partecipazione del paese al governo dello stato, ed eccitò le preoccupazioni sia della borghesia interessata alla difesa degli ordinamenti murattiani, sia dei militari che vedevano preferiti coloro che nel decennio erano rimasti in Sicilia. Qualche voce si levò in Francia sull'indirizzo sempre più reazionario del governo e sui gravosi carichi tributari sopportati dalle popolazioni meridionali. Ad esempio nella Bibliothèque Hislorique, voi. VII, apparve una lettera Sur la situazion politicpic et morale de l'Italie, scritta da Napoli il 1 maggio 1819, nella quale si accennava alle tristi condizioni del regno delle Due Sicilie. H Castelcicala si affrettò a trasmettere le rimostranze del Re, ma il governo di Parigi non poteva che riversare la responsabilità sui singoli autori e rinnovare le dichiarazioni di amicizia per la corte borbonica di Napoli. x)
Non molto tempo dopo, i due governi si trovarono affiancati sulla via della repressione. In Francia la reazione cominciò con le dimissioni del ministero Decazes, successive all'uccisione del duca di Berry (13 febbraio 1820), e continuò con l'avvento al potere degli ultras, fino a giungere alla legge del miliardo per gli emigrati. A Napoli la reazione gettò l'ipocrita maschera e riprese tutta la sua libertà d'azione dopo il moto costituzionale del luglio 1820. s) E forse il segnale della resistenza al dilagare delle tendenze democratiche parti dall'Ambasciata di Parigi. Quando il duca di Campochiaro comunicò in data 1 agosto 1820 al principe di Castelcicala, con tre note distinte, che il movimento nazionale aveva dato luogo ad una politica di rigenerazione, che S. A. R. il Vicario Generale aveva intenzione di nominarlo al posto di Regio Ambasciatore straordinario presso S. M. Cattolica, 3J e che tutti i membri del corpo diplomatico dovevano prestare giuramento alla Costituzione, il Castelcicala rispose senza esitazione: Il giuramento di fedeltà che ho prestato a Sua Maestà il Re Nostro Augusto Padrone mi vieta di prestare quello che ora da me si pretende . *) L'ambasciatore napoletano a Parigi era in intimo contatto con il governo francese e con i rappresentanti delle corti del
1) Nel 1819 il governo napoletano facendo affidamento sul. buon volere francese chiese le rembonrscment des fournitures che il governo di Napoli aveva fatto nel 1803,1804 e 1805 alle truppe francesi di stanza nei suoi stati.. Il marchese di Dessoles rifiutò di prendere in esame le richieste napoletane, e rispose che il governo francese era sorpreso che questa richiesta venisse proprio dal re di Napoli per il quale Luigi XVII1 aveva tanto affetto. Comunicazione del marchese di Dessoles, Parigi, agosto 1819.
2) XI fascicolo dei dispacci riguardanti il periodo della rivoluzione del 1820 non contiene che circolari indirizzate dal ftcal Ministero degli Affari Esteri, in Napoli al cav. Vincenzo de Hainer all'Aia (7 luglio 1820-15 die; 1820).
) Nella lettera era auchu détto che c'era l'intenzione di nominare il di Lei Signor figlio Don Carlo Buffo a quello di Segretario di Ambasciata presso S. IVI. Cattolica. Quando il 15 agosto il Castelcicala rispose al Compoeulnro, aggiunse: Questo R. Segretario d'Ambasciata è in questi stessi sentimenti).
4) U duca di Campochiaro al principe di Castelcicala, Napoli, 1 agosto 1820; il principe di Castelcicala al duca di Campochiaro, 15 agosto 1820.